Ex Ilva, 7 miliardi di richiesta danni ad Arcelor. Il governo pronto a valutare l'offerta di Flacks

Settimana decisiva per Taranto, aiuti di Stato e piano industriale degli americani

di Marco Santoni

Adolfo Urso

Economia

Ex Ilva, settimana chiave: il governo ascolta la proposta di Flacks e mette alcuni paletti

È partita la causa miliardaria di Acciaierie d’Italia verso la multinazionale ArcelorMittal per la gestione dell’ex Ilva e in particolare dello stabilimento di Taranto. Lo annuncia stasera il Financial Times in un articolo pubblicato sul proprio sito. La causa è stata depositata al Tribunale di Milano, sede legale dell’azienda, ed era stata annunciata già da diverse settimane. ArcelorMittal ha gestito l’ex Ilva da novembre 2018 sino a febbraio 2024 quando è poi subentrata l’amministrazione straordinaria con i commissari nominati dal Mimit. In particolare Mittal ha gestito l’acciaieria da sola sino ad aprile 2021 attraverso la società AM Investco Italy, che poi é divenuta Acciaierie d’Italia con l’ingresso del socio pubblico Invitalia nel ruolo di minoranza.

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Di recente il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha dichiarato in Parlamento che dalle verifiche fatte risultavano danni per 5 miliardi causati dalla gestione Mittal dell’ex Ilva tra mancate manutenzioni agli impianti siderurgici e vendita delle quote di CO2. La causa è stata intentata da Acciaierie che ha affidato l’incarico a legali esterni. Oggi alle 11, in Commissione Industria del Senato, riprende il suo iter l’ultimo decreto legge sull’ex Ilva. Risale allo scorso 1 dicembre, è nato per assicurare la continuità operativa dell’azienda confermando i 108 milioni dei 200 rimasti dallo stanziamento precedente, avvenuto con un altro decreto, ma a questi ora ne aggiunge altri 149. Si arriverà quindi ad un totale di 257 milioni se il provvedimento non subirà modifiche.

Ma questa è anche la settimana in cui, salvo variazioni a seguito dell’incidente mortale di ieri nel siderurgico di Taranto, i commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie, rispettivamente proprietà e gestore degli impianti, dovrebbero programmare una road map di incontri sia con il fondo Flacks Group che con i sindacati. Con Flacks, in particolare, si dovrà cominciare ad entrare nel merito dell’offerta che l’investitore americano ha avanzato per l’acquisizione di tutta l’ex Ilva: 8.500 assunti su poco meno di 10.000 che sono l’organico del gruppo (anche se, pare, non tutti subito), 4 milioni di tonnellate di produzione, investimenti per 5 miliardi, presenza dello Stato al 40 per cento nella nuova società, impegno del privato a riacquistare dopo un certo periodo di tempo la quota pubblica.

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