Taranto, indennizzi bloccati e ferie obbligate: nuovo disastro per l’ex-Ilva

Parte a Taranto il processo d'appello. In primo grado condannati i fratelli Riva

di Redazione
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EX ILVA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A TARANTO PER IL RISCHIO DI CHIUSURA
Economia

Indennizzi mai corrisposti e lavoratori in ferie obbligate: nuovo disastro per l’ex-Ilva

Venerdì scorso ha preso avvio a Taranto il processo d'appello riguardante l'inchiesta "Ambiente svenduto", focalizzata sul presunto disastro ambientale causato dall'ex Ilva durante la gestione della famiglia Riva. In primo grado, alla fine di maggio 2021, furono pronunciate 26 condanne, coinvolgendo i fratelli Fabio e Nicola Riva, manager e alcuni esponenti politici locali e regionali. La Corte d'Assise ordinò la confisca degli impianti e dell'illecito profitto per un totale di 2,1 miliardi di euro. Tuttavia, a distanza di tre anni, i risarcimenti civili rimangono ancora bloccati, causando frustrazione tra i residenti del quartiere Tamburi, lavoratori e associazioni.

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Intanto, il processo d'appello prosegue con udienze calendarizzate fino alla pausa estiva, la prossima fissata per il 17 maggio. Nel frattempo, decine di famiglie di ex operai dell'Ilva, deceduti a causa dell'esposizione all'amianto e alle altre sostanze nocive presenti nello stabilimento, lottano per ottenere i risarcimenti riconosciuti loro dal tribunale civile di Milano. Nonostante il riconoscimento del diritto al risarcimento, nessuno ha ancora ricevuto alcun pagamento.

Nel frattempo, la situazione nell'acciaieria di Taranto è critica, con una produzione ai minimi storici e la gestione della crisi che richiede misure drastiche. Gli impianti sono operativi al minimo, con solo un altoforno rimasto in funzione al 20% delle sue capacità. Acciaierie d'Italia, in amministrazione straordinaria, ha invitato i lavoratori a ridurre al minimo la loro presenza nello stabilimento durante il lungo ponte festivo tra il 25 aprile e il primo maggio. La decisione dell'azienda è stata accolta con preoccupazione dai sindacati e dai lavoratori, temendo ulteriori conseguenze su un'azienda già in difficoltà.

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Dopo la protesta sindacale, l'azienda ha confermato le ferie per tutto lo stabilimento durante quel periodo, sottolineando che la partecipazione dei lavoratori è volontaria. I sindacati dei metalmeccanici sono stati convocati per un vertice a palazzo Chigi e incontreranno i commissari di Acciaierie d'Italia per discutere della situazione.