Italia e Germania, il nuovo motore europeo
Mai come ora, Meloni e l’Italia sembrano essere tornati al centro del potere europeo
Italia e Germania, il nuovo motore europeo
A margine dell’incontro informale dei Capi di Stato e di Governo Ue di Alden Biesen, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, insieme al Cancelliere federale tedesco Friedrich Merz e al Primo Ministro belga Bart de Wever, ha ospitato l’incontro inaugurale di un nuovo gruppo di lavoro informale dedicato temi della competitività europea.
Si tratta del primo incontro a cui ne seguiranno altri. Secondo fonti italiane, infatti, "i due leader hanno concordato di incontrarsi nuovamente già a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere la competitività in cima all'agenda e contribuire a definire obiettivi concreti e scadenze precise".
Qualcuno ironicamente ha già coniato un nuovo termine “Merzoni”, per definire questo nuovo patto (qualcuno già parla di nuovo asse italo tedesco) tra le due principali manifatture europee, che sono legate strettamente non solo a livello economico. I numeri evidenziano la rilevanza strategica dell'alleanza. Italia e Germania rappresentano insieme oltre il 30% del PIL dell'Unione Europea e il 32% della sua popolazione (83 milioni di tedeschi, 59 milioni di italiani). L'interscambio commerciale nel 2024 ha raggiunto i 156 miliardi di euro.
Le catene di valore integrate tra le industrie manifatturiere italiana e tedesca fanno sì che rallentamenti o riprese economiche in un paese si ripercuotono direttamente sull'altro. Nei primi undici mesi del 2025, le esportazioni italiane verso la Germania hanno toccato i 67,5 miliardi di euro.
"Questa congiuntura impone all'Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo", ha avvertito Meloni. "Servono lucidità, responsabilità e coraggio per trasformare le crisi in opportunità. Occorre un cambio di passo. Subito". La premier ha precisato: "Noi non vogliamo escludere nessuno, ma creare consenso sulle nostre proposte".
Meloni e Merz si sono concentrati su tre priorità: il completamento del mercato unico; la semplificazione normativa e la riduzione dei prezzi dell'energia; e una politica commerciale ambiziosa e pragmatica. L'idea di una futura forza di difesa europea, un tempo liquidata come una fantasia, ora circola con interesse negli ambienti politici.
Secondo quanto riferito, Roma starebbe pianificando un importante accordo di fornitura con il produttore di armi tedesco Rheinmetall, del valore di 24 miliardi di dollari (20 miliardi di euro). Includendo centinaia di veicoli blindati e carri armati di nuova generazione, rappresenterebbe uno dei più grandi progetti di difesa congiunta d'Europa.
Questa mossa riflette la spinta comune di Berlino e Roma a rafforzare la capacità militare dell'Europa, ancorando al contempo il riarmo alle partnership industriali europee. “Il nostro obiettivo in questa riunione, che è un po’ simile a quella che già abbiamo organizzato e strutturato, quella sul tema della migrazione, è favorire il fatto che il Consiglio dia alla Commissione Europea delle chiare cose da fare e che la Commissione possa appellarsi a delle indicazioni chiare che ha avuto dal Consiglio“.
Queste le parole della Meloni sempre più a suo agio nel ruolo di king maker in Europa, cosa che le viene riconosciuto anche ai massimi livelli diplomatici di Bruxelles. Una fonte diplomatica europea, a margine dell’incontro, ha affermato che “la premier italiana, in poco tempo è riuscita a spostare gli equilibri europei consolidati ormai da anni. Ha fatto un vero capolavoro diplomatico. È comprensibile quindi il crescente disappunto di Macron: c’è un asse italo-tedesco pronto a prendere la guida dell’Unione e a marginalizzare la sua Francia? Pare di sì”.
Palazzo Chigi però almeno per ora, anche nelle dichiarazioni della stessa premier, preferisce mantenere mantiene un profilo basso, non vuole marginalizzare nessuno, tantomeno la Francia, con la quale ha tutto interesse a giocare di sponda sul delicatissimo dossier del debito comune, che non a caso è stato ritirato in ballo proprio dal presidente francese.
“Allineandosi alla Germania, Roma rientra nel cuore decisionale dell'Europa - spiega un diplomatico di lungo corso - Allo stesso tempo, Meloni sa presentarsi come nazionalista in patria e indispensabile per l'Europa. Le sue posizioni politiche le consentono di mantenere i contatti con Washington pur rimanendo all'interno del consenso dell'UE: un gioco di equilibri che pochi leader europei riescono a gestire".
Insomma Meloni rafforza il legame con la Germania, ma stando molto attenta a non isolare eccessivamente la Francia, come ha tenuto a precisare a margine del consiglio europeo nel castello belga: "C'è sicuramente un motore italo-tedesco, una convergenza con il cancelliere Merz su molti temi. Stiamo rafforzando la nostra cooperazione ma non è qualcosa che non si fa contro o escludendo qualcun altro: la Francia partecipa al tavolo sulla competitività che abbiamo promosso ed è un bene perché è chiaramente un paese molto importante per discutere di queste materie e io non vedo mai la politica così".
Nell’ultimo bilaterale a Roma, il 23 gennaio scorso, sono stati siglati diversi protocolli, come l’intesa sul freno alla transizione ecologica a tutela dell’auto motive e la comune rivendicazione della bontà dell’accordo col Mercosur. Adolfo Urso, che ha siglato alcuni importanti accordi strategici su materie prime, ricerca e sviluppo e in materia di cooperazione spaziale, ha detto che Italia e Germania insieme possono indicare la giusta rotta a Europa. E in Parlamento i popolari guidati dal tedesco Manfred Weber, ha in diverse occasioni votato compatti con i conservatori dell’Ecr e con i patrioti. Ed è sempre più frequente sentire parlare della possibilità che si formi una maggioranza “Giorgia” anche in Parlamento.
Insomma le cassandre della sinistra che ancora fino a qualche mese fa preconizzava un’Italia sempre più isolata in Europa, sono state clamorosamente smentite dai fatti. Mai come ora, infatti, Giorgia Meloni e l’Italia sembrano essere tornati al centro del potere europeo.