Licenzia oltre 900 dipendenti via Zoom, bufera sul colosso Usa Better.com

L'amministratore delegato del colosso dei mutui lascia a casa il 9% della forza lavoro dell'azienda in una riunione su Zoom: "Benvenuti, siete tutti licenziati"

Vishal Garg, Ceo di Better.com 
Economia
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Usa, il big dell'immobiliare Better.com licenzia oltre 900 persone in una call su Zoom 

Prima la pec, ora la riunione su Zoom. "Benvenuti alla riunione: siete tutti licenziati": così Vishal Garg, amministratore delegato di Better.com, società americana specializzata nei mutui, in una riunione su Zoom ha annunciato il licenziamento di oltre 900 dipendenti della compagnia, circa il 9% della forza lavoro totale.

Secondo la registrazione diffusa dall'emittente televisiva americana Cnn, Garg ha detto "Se siete in questa chiamata, fate parte dello sfortunato gruppo che viene licenziato, il vostro impiego qui è terminato con effetto immediato". 

"Questa è la seconda volta nella mia carriera che lo faccio e non voglio farlo. L'ultima volta che l'ho fatto, ho pianto", ha aggiunto Garg. Tra i licenziati anche il team dedicato a diversità, equità e inclusione nell'azienda. Ai lavoratori "silurati" dovrebbe poi essere arrivata, a stretto giro, una comunicazione formale dell'ufficio risorse umane. 

"Dover licenziare qualcuno è devastante, soprattutto in questo periodo dell'anno", ha dichiarato il Cfo dell'azienda, Kevin Ryan, in una dichiarazione a Cnn Business, giustificando la drastica decisione della società con la necessità di adeguare la forza lavoro alle mutate condizioni del mercato.

In particolare, i presunti problemi sarebbero legati alle prestazioni e alla produttività: secondo la ricostruzione della Cnn Garg ha accusato i dipendenti di "rubare" ai loro colleghi e clienti, essendo improduttivi e lavorando solo due ore al giorno. 

Firenze, Gkn lascia a casa 422 lavoratori con una mail 

Ma anche in "casa nostra" le cose non vanno meglio. Solo qualche mese fa la Gkn driveline, azienda fiorentina che produce componenti meccanici per i motori delle auto di proprietà di un fondo inglese acquisita dal 2018 da Melrose, attiva sul territorio italiano anche a Bolzano, aveva licenziato i suoi 422 lavoratori comunicando la chiusura del sito per pec, senza nessun preavviso, nemmeno alla Confindustria.