Manager / Chi è Marco Bizzarri, l'architetto della rinascita di Gucci chiamato a guidare la transizione della maison Armani

Dal debutto in Accenture alla guida di Stella McCartney, Bottega Veneta e Gucci: il ritorno sulla scena di Marco Bizzarri nel board di Armani

di Chiara Feleppa
Economia

Manager / Chi è Marco Bizzarri, l’uomo che ha guidato Stella McCartney, Bottega Veneta e Gucci prima di approdare ad Armani

Il suo nome è già inciso nella storia recente del lusso italiano. Ora, con il ritorno sulle scene ai vertici del gruppo Armani, Marco Bizzarri torna a occupare un posto centrale nella mappa del power game della moda globale. Ex CEO di Gucci, architetto della sua rinascita e protagonista di alcune delle trasformazioni più radicali dell’industria, Bizzarri porta nel nuovo CdA del colosso milanese un mix raro di cultura manageriale, sensibilità creativa e fiuto strategico. Una nomina che arriva in uno dei momenti più sensibili per la maison, all’indomani della scomparsa di Giorgio Armani, e che suona come un segnale al mercato: la casa di moda vuole salvaguardare la propria identità ma allo stesso tempo aprire una nuova fase. E, per farlo, si affida a uno dei manager italiani più affermati degli ultimi vent’anni. 

Da Accenture al mondo del lusso

Nato a Reggio Emilia il 19 agosto 1962, laureato in Economia, Bizzarri inizia la sua carriera come consulente in Accenture nel 1986, lontano dalle passerelle. La moda arriva nel 1993, quando entra in Mandarina Duck, realtà nella quale diventa rapidamente amministratore delegato. Segue un passaggio da direttore generale di Marithé e François Girbaud, poi l’ingresso nella galassia Kering, dove il suo talento strategico emerge in modo definitivo. Dal 2005 al 2009 guida Stella McCartney portando il marchio ai primi profitti e consolidandone l’identità lifestyle; dal 2009 al 2014 è presidente e amministratore delegato di Bottega Veneta, dove ripensa la rete distributiva in piena recessione globale, riduce la pressione finanziaria e rilancia gli investimenti. In questi anni, al fianco del direttore creativo Tomas Maier, contribuisce a rafforzare la vocazione del brand nell’artigianato del cuoio e lo porta a una crescita importante in Europa e in Asia fino a superare, nel 2012, la soglia simbolica di un miliardo di dollari di vendite. Sempre nel 2012 entra nel Comitato Esecutivo di Kering come direttore generale della divisione Lusso, Couture e Pelletteria.

L'approdo in Gucci

Il punto di svolta arriva nel dicembre 2014, quando Kering lo nomina presidente e amministratore delegato di Gucci. La sua prima decisione, quella di scegliere Alessandro Michele come direttore creativo, si rivela una delle operazioni più audaci e decisive della moda contemporanea. Gucci, sotto la guida di Bizzarri, cambia pelle e linguaggio: nasce una nuova estetica fatta di fluidità, contaminazioni e libertà creativa; si sviluppa una strategia digitale pionieristica che porta il brand a dialogare con intere generazioni; si introducono politiche ambientali come il fur free e iniziative come la CEO Carbon Neutral Challenge che rendono l’azienda un riferimento globale per il settore.In parallelo, Bizzarri costruisce un ecosistema fisico e simbolico: il Gucci Hub di Milano, realizzato con criteri di sostenibilità; il Gucci ArtLab, enorme laboratorio di ricerca e prototipazione nei pressi di Firenze; il Gucci Garden e l’Osteria di Massimo Bottura nel cuore di Firenze. I numeri consolidano la trasformazione: dalle vendite di 3,9 miliardi di euro del 2015 si arriva ai 9,6 miliardi del 2019, uno dei cicli più brillanti della storia della maison.

Il capitolo Armani

Dopo la sua uscita da Gucci nel 2024, molti osservatori attendevano la sua prossima mossa. È arrivata ora, nel pieno del riassetto dell’impero Armani. La maison, dopo aver completato le procedure testamentarie del fondatore, presenta un nuovo consiglio guidato da Pantaleo Dell’Orco insieme a Silvana Armani, Andrea Camerana, Giuseppe Marsocci e Federico Marchetti. A loro si uniscono Marco Bizzarri, John Hooks e Angelo Moratti. È una squadra pensata per garantire continuità e al tempo stesso interpretare il futuro, una combinazione di competenze e sensibilità che deve affrontare la sfida del dopo-Armani. Nel frattempo, la scacchiera del lusso globale non si ferma. Kering, guidato da Luca de Meo, continua a pescare talenti da Renault portando in Gucci Gianluca de Ficchy, nuovo CFO a partire dal primo dicembre, dopo Thomas Cuntz e Philippine de Schonen. Anche altri marchi italiani si muovono, come Aeffe che promuove Natalia Battaglini alla guida di Pollini.

Uno stile "anti-dogmatico"

La traiettoria di Bizzarri è segnata da numerosi riconoscimenti internazionali: tre volte International Business Leader ai Fashion Awards, Cavaliere della Legione d’Onore francese, Humanitarian of the Year per la United Nations Association, tra gli uomini più creativi del business per Fast Company e, secondo GQ, tra i trenta uomini più eleganti d’Italia. Il suo stile manageriale, definito spesso “anti-dogmatico”, si fonda su decentralizzazione, fiducia, sperimentazione e coraggio. Di certo, il suo ingresso nel board Armani potrebbe diventare uno dei momenti più significativi della moda italiana degli ultimi anni. E il lusso internazionale, ancora una volta, guarda verso Milano. 

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