Microsoft nel mirino dell'Antitrust: il videogioco Call of Duty mobile sembra gratis ma non lo è
L’Antitrust italiano contro Activision Blizzard, il gigante dei videogame acquisita da Microsoft per 69 miliardi di dollari completata nel 2024
Videogiochi, Antitrust avvia due istruttorie su “Diablo Immortal" e "Call of Duty Mobile"
L’Antitrust italiano contro Activision Blizzard, il gigante dei videogame acquisita da Microsoft per 69 miliardi di dollari completata nel 2024. Nel mirino ci sono i suoi videogiochi più importanti “Diablo Immortal” e “Call of Duty Mobile”, che dovrebbero essere gratuiti ma offrono possibilità di acquisti durante il gioco. Infatti l’accusa è di "pratiche commerciali ingannevoli, aggressive e in violazione dei diritti contrattuali dei consumatori". Due sono le istruttorie aperte che riguardano il possibile utilizzo di design manipolativo delle interfacce, per indurre il consumatore a giocare con assiduità, a prolungare le sessioni di gioco e a farlo aderire alle offerte promosse.
Ne sono un esempio le ripetute esortazioni, durante e fuori le sessioni di gioco, a non perdere contenuti oggetto di premio, anche tramite messaggi in-app e notifiche push, e ad acquistare contenuti a durata limitata, prima che diventino indisponibili. Queste condotte, insieme alle strategie per rendere poco comprensibile il valore reale delle monete virtuali usate nel videogioco e alla vendita di valuta di gioco in quantità predeterminata (ossia in bundle), possono condizionare i giocatori-consumatori, inclusi i minorenni, inducendoli a spendere cifre significative di importi anche maggiori di quelli necessari a procedere nel gioco e senza esserne pienamente consapevoli.
Per l’Antitrust, inoltre, le funzioni di parental control pre-impostate dalla società sembrano aggressive, perché il meccanismo pre-seleziona in automatico opzioni che tutelano meno il minore (facoltà di effettuare acquisti in-game, tempi di gioco illimitati e interazione con altri giocatori), in assenza, peraltro, di un comportamento attivo e di supervisione da parte dei genitori.
L’Autorità intende anche verificare le modalità di acquisizione dei consensi al trattamento dei dati personali in fase di registrazione dell’account, in quanto il consumatore, anche minorenne, verrebbe indotto a selezionare tutti i consensi, inclusa la profilazione a fini commerciali, credendo di trovarsi di fronte a una scelta obbligata. Da sottolineare che Call Of Duty, secondo l’ex-ad Bobby Cotica potrebbero aver registrato un calo del 60% a causa della forte concorrenza di altri sparatutto come Battlefield 6.