Milano-Cortina 2026, Fondazione Aletheia: l’inattività fisica costa 1 miliardo l’anno in cure e salute mentale

Per l’Italia un costo di 1 miliardo di euro l’anno per la cura di malattie non trasmissibili e per la salute mentale

di Carlo Mannelli
Economia

Secondo Fondazione Aletheia, l'inattività fisica costa 1 miliardo l’anno per la cura di malattie

L’inattività fisica potrebbe generare nel decennio 2020-2030 circa 500 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili prevenibili, con costi di trattamento a livello globale pari a 27 miliardi di euro l’anno.

È quanto ha spiegato il direttore di Fondazione Aletheia, Riccardo Fargione, durante l’evento “Le Olimpiadi della salute si giocano a tavola”, organizzato all’interno delle Notti Gialle Coldiretti a Predazzo in Val di Fiemme.

Per l’Italia, secondo Fondazione Aletheia, l'inattività fisica costa 1 miliardo l’anno per la cura di malattie non trasmissibili e per la salute mentale con la Penisola che si colloca al secondo posto in Ue per costi derivanti l’inattività fisica subito dopo la Germania (2,8 miliardi di euro) e prima di Francia (932 milioni) e Spagna (446 milioni).  Si tratta di un costo per ogni cittadino italiano di 17 euro l’anno imputabile solo alla mancanza di attività fisica adeguata e regolare. Peggio solo la Germania con 34 euro pro-capite/anno e Portogallo con 22 euro pro-capite/anno.

Attività fisica e alimentazione sono due capisaldi per il benessere psicofisico. Sempre più studi dimostrano, infatti, come uno stile di vita più attivo possa migliorare la salute e prevenire numerosi disturbi. Le persone non sufficientemente attive hanno un rischio di morte maggiore rispetto a quelle sufficientemente attive, mentre le patologie legate a un’errata alimentazione e a una non sufficiente attività fisica hanno un forte impatto anche dal punto di vista economico, rappresentando un onere per i bilanci sanitari con un aggravio sulla spesa pubblica dei Paesi.

“In un contesto prestigioso come questo, nel pieno delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, è importante sottolineare la centralità dell’attività fisica e della corretta alimentazione per la prevenzione di una molteplicità di patologie croniche non trasmissibili. Dobbiamo partire dalle famiglie e dai più giovani, con un’attività seria e forte di sensibilizzazione sul legame imprescindibile tra sport, alimentazione e salute. E’ questo il percorso che stiamo portando avanti con la Fondazione Aletehia in tutta Italia. Attività concrete e dialogo costante con istituzioni sportive, strutture sanitarie e ospedaliere, partner istituzionali e non ultimo con le scuole”, ha evidenziato Riccardo Fargione, Direttore Fondazione Aletheia.

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