Nomine 3/ Ferrovie, Ferraris in bilico. E Salvini pensa alla carta Corradi

I cantieri vanno realizzati, urge iniziare con progetti che devono essere “messi a terra”. Tempo agli sgoccioli per rinnovare i vertici

di Marco Scotti
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Ferrovie dello Stato, Corradi (Trenitalia) verso la promozione interna?

Dopo Rai e Cdp, è il turno di analizzare Ferrovie dello Stato. L’azienda guidata da Luigi Ferraris dovrà rinnovare i vertici il prossimo anno, ma non si tratta di una partita banale. Prima di tutto, perché a Fs andranno 24 miliardi dal Pnrr e il recente piano industriale prevede 203,5 miliardi di investimenti, con 40.000 assunzioni, entro i prossimi dieci anni.

Non si esagera a definire questa tornata di nomine la madre di tutte le partite. Per questo motivo dalle parti di Piazza della Croce Rossa le antenne sono drittissime, pronte a captare qualsiasi tipo di movimento tellurico. E le carte in tavola cambiano con una rapidità incredibile.

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Fino a qualche giorno fa il futuro di Luigi Ferraris sembrava complicato. Il manager, già amministratore delegato di Terna, ha un enorme background gestionale e ha sempre portato in dote risultati notevoli. E ha uno stile molto rigoroso. Il che, in qualsiasi Paese sarebbe un pregio, mentre nell’Italia rimasta ancora al “A Fra’ che te serve” non sempre è una dote. Dopo lo scivolone del ministro Francesco Lollobrigida, però, le quotazioni di Ferraris vengono date in leggero rialzo.

Non è un mistero, infatti, che la nomina del nuovo amministratore delegato di Ferrovie sarà decisa soprattutto da Matteo Salvini, il ministro che ha competenza sull’azienda. E il leader della Lega – dicono i bene informati – avrebbe visto di buon occhio per quel posto Luigi Corradi, amministratore delegato di Trenitalia, che sarebbe stato così “promosso” internamente.

Ma dopo la chiamata del ministro dell’Agricoltura per una fermata a sorpresa a Ciampino di un Frecciarossa già ampiamente in ritardo, le quotazioni di Corradi sono in flessione. Tanto che lo stesso Salvini non ha speso parole in difesa del ministro o dell’Ad di Trenitalia.

Ferraris confermato? Decisamente troppo presto per dirlo. In Fs sarebbero felici di avere il manager genovese per altri tre anni. La verità, però, è che l’enormità degli investimenti previsti nei prossimi dieci anni, già impostati dall’attuale amministratore delegato, costringe a una riflessione ulteriore. Anche perché i cantieri vanno realizzati, urge iniziare con progetti che devono essere “messi a terra”. E se è vero che la fretta è cattiva consigliera, non c’è proprio più tempo da perdere.