Enel leader della transizione energetica nella Giornata dell’Energia Pulita, tra rinnovabili e decarbonizzazione
Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo lavora da anni per costruire un sistema energetico basato su un mix di fonti pulite, capace di ridurre l’impatto ambientale e generare valore
Enel protagonista della Giornata dell’Energia Pulita: rinnovabili, reti e sistemi di accumulo al centro della strategia di decarbonizzazione del Gruppo
Il 26 gennaio si è celebrata la Giornata Internazionale dell’Energia Pulita, istituita nel 2023 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di una transizione energetica equa, inclusiva e sostenibile. Un appuntamento che richiama l’attenzione sugli obiettivi ambientali fissati a livello globale, a partire dagli Accordi di Parigi, che puntano a limitare il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, e sulla necessità per l’Europa di rafforzare la propria indipendenza energetica.
In questo scenario, diventa sempre più centrale la promozione di una diffusa consapevolezza ambientale, fondata sulla riduzione delle emissioni, sull’elettrificazione dei consumi e su un modello di crescita responsabile. Una sfida che coinvolge governi e istituzioni, ma anche grandi gruppi industriali, soprattutto in un settore strategico come quello dell’energia. In Italia, tra le aziende più impegnate nel percorso di decarbonizzazione e sostenibilità, spicca Enel.
Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo lavora da anni per costruire un sistema energetico basato su un mix di fonti pulite, capace di ridurre l’impatto ambientale e generare valore condiviso per comunità, territori e stakeholder. Le rinnovabili e lo sviluppo delle reti elettriche rappresentano i pilastri di questa strategia. La crescita della capacità green, supportata da sistemi di accumulo, e l’elettrificazione dei consumi contribuiscono a migliorare l’efficienza complessiva del mix energetico, mentre il potenziamento delle reti, sempre più resilienti, flessibili e digitali, garantisce sicurezza e integrazione delle fonti rinnovabili. Su queste infrastrutture chiave Enel sta concentrando miliardi di investimenti.
Negli ultimi dieci anni il Gruppo ha quasi raddoppiato la propria capacità rinnovabile e ha ridotto di oltre il 70% l’intensità delle emissioni di gas serra nella produzione di energia elettrica. Dal 2015, anno della firma dell’Accordo di Parigi, Enel è passata da 37 gigawatt di capacità green ai 68 gigawatt comunicati in occasione della presentazione dei risultati dei primi nove mesi del 2025.
Un ruolo centrale nella strategia di decarbonizzazione è svolto dalle BESS, i sistemi di accumulo di energia tramite batterie, che consentono di immagazzinare l’elettricità prodotta in eccesso da fonti rinnovabili come sole e vento e di rilasciarla nei momenti di maggiore domanda. Una tecnologia che rende il sistema elettrico più stabile, flessibile e sostenibile anche dal punto di vista economico, superando uno dei principali limiti delle fonti pulite, ovvero la non programmabilità.
L’impegno di Enel non è passato inosservato nemmeno a livello internazionale. Climate Action 100+, la più grande iniziativa globale che riunisce oltre 600 investitori istituzionali, ha collocato il gruppo italiano al primo posto tra le 164 aziende monitorate per qualità e trasparenza delle informazioni sul cambiamento climatico. Il riconoscimento è arrivato attraverso il Net Zero Company Benchmark, che valuta le imprese sulla base della riduzione delle emissioni, della governance climatica e della credibilità dei piani industriali orientati al Net Zero.