L'intervista ad Angelo Contessa, Presidente di Ance Brindisi ed Amministratore del Consorzio Stabile Build

Contessa (Ance Brindisi): "Il nuovo Codice dei contratti pubblici riafferma l’equilibrio economico in progettazione"

di Redazione Corporate
Corporate - Il giornale delle imprese

Equilibrio contrattuale e principio di fiducia: l’intervista ad Angelo Contessa sul nuovo Codice dei contratti pubblici

Presidente, il nuovo Codice dei contratti pubblici ha rimesso al centro il tema dell’equilibrio contrattuale degli appalti. Qual è il messaggio principale del legislatore?

Il messaggio è molto chiaro: l’equilibrio economico di un appalto non si definisce in corso d’opera, ma si costruisce nella prima fase della progettazione (PFTE ex Definitivo). Il Codice dei contratti pubblici stabilisce che il costo dell’intervento deve essere definito su basi tecniche precise e puntuali, utilizzando prezzari ufficiali aggiornati e ricorrendo ai Nuovi Prezzi (NP) solo in via residuale, quando mancano voci adeguate.

Eppure nella pratica questo principio sembra spesso disatteso.

Purtroppo sì. Nella pratica progettuale si sta diffondendo un uso distorto dei Nuovi Prezzi, che non servono più a rappresentare il costo reale di lavorazioni non presenti nei prezzari, ma diventano uno strumento per forzare i progetti dentro budget imposti a priori. Così si costruisce un equilibrio economico solo apparente.

Quali sono le criticità più ricorrenti nelle analisi prezzi?

Si riscontrano materiali sottovalutati rispetto ai listini di mercato, riduzioni ingiustificate delle ore di manodopera, omissioni di attrezzature, non corretta valutazione della logistica e poi una forte sottostima dei costi indiretti derivanti da adeguamenti normativi, CAM ed ESG su tutti. Il risultato è un prezzo economicamente inattendibile che altera il reale valore del computo metrico estimativo.

Che effetti produce questa impostazione in fase esecutiva?

Gli effetti sono noti: riserve, varianti, contenziosi e, nei casi più gravi, il blocco dei cantieri. Il disequilibrio che si è cercato di nascondere in progettazione riemerge durante l’esecuzione, vanificando la volontà del legislatore ben esplicitata all’art.1 del Codice dei Contratti: “principio di risultato”.

Qual è allora il concetto da riaffermare con forza?

È necessario ribadire un concetto fondamentale: la progettazione determina il costo dell’opera, la gara ne determina il prezzo contrattuale per la sua realizzazione. Non è il progetto che deve adattarsi al budget alterando i prezzi, ma è il budget che deve derivare da una progettazione corretta, basata su computi metrici ed elenchi prezzi veritieri e coerenti con il mercato.

Il Prezzario nazionale potrà aiutare in questa direzione?

È uno strumento utile per ridurre le disomogeneità territoriali e dare delle linee guida in particolare nella elaborazione degli NP, ma da solo non basta. Senza un cambio di paradigma culturale, nessun prezzario potrà garantire l’equilibrio contrattuale. Per fare tutto ciò è necessario alzare il livello qualitativo della progettazione, superando i condizionamenti da budget.

Presidente si sente di fare un appello?

Sì. Il legislatore, con l’articolo 2 del Codice dei contratti, ha introdotto una svolta chiara e inequivocabile nel nostro ordinamento: il “principio della fiducia”. Non può restare una dichiarazione di principio. Deve essere applicato anche nel rapporto con i costruttori, perché siamo il braccio operativo dello Stato: senza fiducia in chi realizza le opere, le norme restano sulla carta ed il “risultato” rimane un principio.

Tags:
ance brindisi angelo contessaance brindisi codice dei contratti pubbliciangelo contessa intervista