Slow Wine Fair: giovani produttori, etica e futuro del gusto
L’incontro, ospitato nell’Arena Reale Mutua, ha affrontato il tema chiave di questa edizione: quanto il vino possa influenzare il territorio, le persone e le relazioni, andando oltre la qualità organolettica e assumendo significati culturali, sociali e mo
Slow Wine Faie: dialogo tra Petrini e Zuppi sul vino come cultura, comunità e sostenibilità
A Bologna, durante la quinta edizione della Slow Wine Fair, in corso fino al 24 febbraio a BolognaFiere in concomitanza con SANA Food, si è svolto un intenso dialogo tra il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, con giovani viticoltori e viticoltrici. L’incontro, ospitato nell’Arena Reale Mutua, ha affrontato il tema chiave di questa edizione: quanto il vino possa influenzare il territorio, le persone e le relazioni, andando oltre la qualità organolettica e assumendo significati culturali, sociali e morali.
Carlo Petrini ha sottolineato l’importanza di rivolgersi ai giovani produttori, invitandoli a farsi carico di responsabilità che un tempo non erano condivise. Per lui il vino non è più soltanto una bevanda, ma un elemento identitario e una punta di diamante del sistema alimentare, portatore di una nuova dimensione culturale. Petrini ha richiamato la transizione dall’era industriale, caratterizzata dalla falsa certezza dell’infinità delle risorse, alla consapevolezza della loro finitezza, evidenziando come il sistema alimentare sia tra i principali responsabili dello sconquasso ambientale, con il 30% del cibo sprecato mentre milioni di persone soffrono la fame. Ha ribadito che la crescita senza limiti e la concentrazione esclusiva sul profitto conducono a un punto di non ritorno, e che è necessario fondare la produzione su beni comuni e beni di relazione. Ha inoltre evidenziato le difficili condizioni dei lavoratori migranti in agricoltura e l’importanza di percorsi di inclusione, citando il nuovo corso dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, volto a formare i giovani nel settore enogastronomico con attenzione alla responsabilità sociale.
Il Cardinale Zuppi ha invitato a leggere la produzione vitivinicola nel contesto contemporaneo, segnato da conflitti e logiche di mercato, sottolineando che il buono, pulito e giusto non è un’utopia, ma l’unico modo per garantire un futuro sostenibile. Ha messo in guardia contro la logica individualistica del possesso, ricordando come il principio “Meno è di più”, ribadito nella Laudato Si’ di Papa Francesco, implichi liberarsi dal consumismo e dallo spreco. Secondo Zuppi, il senso si ritrova ricostruendo comunità e relazioni, soprattutto nelle aree interne, spesso fragili ma ricche di solidarietà, perché è nella cura reciproca che si ritrova il significato della vita.
Le domande dei giovani viticoltori hanno arricchito il dibattito con esperienze e interrogativi diversi ma convergenti. Fernanda Parra, dal Messico, ha chiesto come trasmettere alle nuove generazioni la cultura e la responsabilità del cibo e del vino. Michela Adriano, dalle Langhe, ha chiesto quali strumenti concreti possano adottare le piccole aziende per integrare davvero la dimensione sociale nel lavoro quotidiano. Edoardo Dottori, dalle Marche, ha sollevato la questione di come recuperare valori come l’accoglienza e il limite in un’epoca dominata dal profitto. Zuppi ha ribadito che ricostruire il senso di comunità e pensarsi insieme permette di superare l’idolatria del possesso e del profitto, trovando nelle relazioni il vero senso della vita.
Carlo Petrini ha invitato i giovani a vivere la fase di cambiamento con gioia, passando dalla competizione alla cooperazione e diventando “co-produttori”: cittadini consapevoli che sostengono chi privilegia pratiche giuste e sostenibili. La fraternità, secondo Petrini, è condizione indispensabile per la giustizia e l’uguaglianza, e senza di essa non c’è futuro. La fiera gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio di Bologna e di Confcommercio Ascom Bologna, con il supporto di ICE, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE, e con il sostegno di numerosi partner e media italiani.