Oro da record, il rally continua e cresce la fiducia per il bene rifugio. Il 46% degli italiani pronto a investire nel metallo giallo

Il 77% lo vede come bene rifugio. Oltre metà venderebbe con guadagno garantito e il 46% investe o investirebbe: fisico per adulti, finanziario per giovani

di Carlo Mannelli
Economia

Oro da record tra bene rifugio e memoria: per 7 italiani su 10 vale più il significato che il prezzo

Nei primi mesi del 2026 la quotazione dell’oro ha toccato nuovi record storici, spinta da un contesto di forte incertezza geopolitica che ne ha rafforzato il ruolo di bene rifugio. Ma al di là della dinamica dei mercati, l’oro continua a occupare uno spazio particolare nell’immaginario collettivo: non solo asset, ma anche oggetto simbolico, affettivo, familiare — con letture che cambiano in base alle generazioni.


 

Nelle fasce più mature l’oro richiama soprattutto tradizione, eleganza e continuità nel tempo, ed è spesso associato a passaggi personali e familiari: regali, ricorrenze, eredità, “pezzi” che custodiscono storie oltre al valore materiale. Tra i più giovani, invece, tende a essere percepito come un oggetto più distante, talvolta elitista, e meno connotato dal punto di vista del genere rispetto al passato; un simbolo che resta riconoscibile, ma che parla un linguaggio diverso.


 

Questa dimensione emotiva è confermata dal dato principale: il 71% degli italiani attribuisce ai propri preziosi un valore emotivo superiore a quello di mercato. Un legame che però non elimina la componente pragmatica. Superata (almeno in parte) la diffidenza verso i “Compro Oro”, oltre la metà si dichiara disposta a vendere i propri gioielli a fronte di un guadagno garantito, e il 40% afferma di averlo già fatto. In altre parole, l’oro resta un “bene del cuore”, ma può diventare anche una riserva a cui attingere quando la convenienza è percepita come certa.


 

Anche sul fronte degli investimenti l’oro mantiene un ruolo di riferimento: il 46% degli intervistati investe o investirebbe in oro. Qui la frattura generazionale è netta: gli adulti privilegiano l’oro fisico, più tangibile e rassicurante; tra i più giovani cresce invece l’interesse per l’oro finanziario, interpretato come asset di portafoglio e non come oggetto da possedere.


 

L'oro, nel complesso, si conferma un bene capace di tenere insieme immaginario, affettività e razionalità economica: un simbolo che attraversa le generazioni, cambiando forme e significati, senza perdere la propria forza. E in un tempo di instabilità, la sua doppia natura — memoria privata e scudo finanziario — torna a emergere con particolare evidenza.

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