Oro e argento in caduta libera dopo i record. Un'occasione? No, per gli analisti si tratta di un allarme

Le vendite sui metalli preziosi hanno bruciato oltre 3mila miliardi di dollari

di Maddalena Camera
Economia

Oro e argento in caduta libera dopo i record

Il risveglio, dopo una settimana al galoppo è difficile. L’oro ma anche altri metalli preziosi come l'argento sono scesi bruscamente di valore dopo la corsa degli ultimi mesi e l’impennata degli ultimi giorni. Così, dopo i ripetuti record, l’oro è sceso dai massimi toccati a 5.600 dollari l’oncia sotto i 5200 dollari. Un crollo del 7%.

Eppure, solo nell’ultima settimana l’oro, spinto dalle tensioni geopolitiche e dal dollaro debole aveva visto le sue quotazioni passare da 4700 a oltre 5500 dollari l’oncia. Anche le azioni dei titoli minerari dell’argento sono scese mentre il metallo bianco è crollato da 120 a sotto i 100 dollari l’oncia, per poi tornare a 103 dollari, -14%.

Complice di questo crollo anche il rafforzamento del dollaro da quando il presidente Donald Trump ha fatto il nome di Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve, dovrebbe essere nominato oggi, al posto di Jerome Powell.

Secondo gli analisti il segnale è chiaro. Infatti anche se i rialzi sono basati su fondamentali solidi c’è stato un eccesso speculativo all’interno di questi mercati che ora pagano pegno. E come al solito ci sono vincitori e vinti, ossia quelli che hanno investito sull’onda di un rialzo a qualunque prezzo che, evidentemente, non poteva durare.

Le vendite sui metalli preziosi hanno bruciato oltre 3mila miliardi di dollari e hanno trascinato al ribasso anche il Bitcoin che ha perso il 7% perché molti contratti sui futures in oro e argento erano stati stipulati in Bitcoin. Il crollo è stato alimentato da massicce prese di profitto da parte di investitori professionisti e liquidazioni a catena.

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