"Oro senza freni sopra i 5.500 dollari l'oncia? IA e private credit: ecco perchè il metallo giallo continua a volare"

Ad Affaritaliani Stefano Petricca, Ceo di Petricca&Co Capital S.A. spiega le ragioni dietro il rally del metallo prezioso

di Marta Barbera
Economia

Oro senza freni, il rally continua: che cosa c'è dietro? L'analisi 

Non si arresta la corsa dei prezzi dell’oro, con le quotazioni che segnano un nuovo record sfiorando i 5.600 dollari l’oncia. Il prezzo del metallo prezioso con consegna immediata (spot) si attesta a 5.548,75 dollari l’oncia (+2,42%), dopo aver toccato anche i 5.595,44 dollari, mentre le quotazioni dei futures sono in rialzo del 4,3% a 5.573,31 dollari l’oncia. Ma che cosa c’è dietro il rally? Interpellato da Affaritaliani, Stefano Petricca, Ceo di Petricca&Co Capital S.A., società che offre un servizio integrato per la strutturazione e la gestione di fondi di investimento alternativi, spiega che "l'oro sale e continua a salire per lo sbilanciamento del finanziamento bancario sulla scommessa relativa al financing dell’AI".

Ma non solo. Per Petricca "un altro tema rilevante è l’altra scommessa in corso: il "private credit". Le banche hanno prestato ingenti quantitativi di denaro a fondi di investimento che hanno “inaugurato” il nuovo mestiere del prestito corporate che le banche oramai deliberano con prudenza e limitatamente". "È evidente che laddove il "private credit" scricchiolasse per essere stato affidato a mani inesperte (e qualche posizione già lo dimostrerebbe)- spiega Petricca- le banche non avrebbero copertura dagli stessi fondi a cui hanno prestato denaro; il terzo dei prestiti a fondi da parte della UBS sono a rischio in questo momento". 

Secondo Petricca, un ulteriore elemento di instabilità arriva dal fronte valutario e macroeconomico. "La politica, in tempi di “venti di guerra” (e in alcuni casi di guerre “attive”) ha maggior impatto sulla finanza. Di conseguenza, la permanenza della debolezza del dollaro, accettata da Trump in alcune interviste di questa settimana, preoccupa i mercati per il rischio della graduale presa di distanza dalla divisa americana come benchmark per le transazioni finanziarie worldwide e per l’aumento della difficoltà dell’economia americana di pagare (almeno) gli interessi sulla posizione del “double debt”". "La premier giapponese, nelle ultime comunicazioni- sottolineato Petricca- promette sviluppi che creano un ulteriore preoccupazione sull’appesantimento dell’economia short term e il tasso di interesse dello yen ha traguardato, con pochi precedenti, il 2%".

In questo contesto, secondoil ceo di Petricca&Co Capital S.A., il rally dell’oro potrebbe non essere ancora giunto a un punto di svolta. "A mio avviso passeranno ancora due quarter prima che il mercato arrivi al bivio per sciogliere la riserva di una prossima “Bubble tech” o il recupero della economia reale con l’assorbimento della scommessa in atto per l’AI e il successo o quantomeno il riassorbimento della scommessa del “private credit”". 

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