Parte la sfida tra i miliardari statunitensi Musk e Bezos per riportare l'uomo sulla luna prima dei cinesi
Per Musk è indispensabile convincere gli investitori che SpaceX rimarrà la forza dominante nello spazio, in vista di una quotazione in borsa
Parte la sfida tra i miliardari statunitensi Musk e Bezos per riportare l'uomo sulla luna prima dei cinesi
Si fa ancora più intensa la corsa allo spazio tra i miliardari statunitensi Musk e Bezos. Elon Musk con la Space X e Jeff Bezos con Blue Origin mirano a riportare l’uomo sulla luna prima della missione cinese prevista del 2030. I fondi che arriveranno dal collocamento previsto entro l’anno di SpaceX saranno investiti in quella missione e Musk, questa settimana, ha detto più volte di voler costruire la "Base lunare Alpha” per lanciare satelliti anche dalla luna e realizzare la rete di AI-computing, composta da un milione di satelliti.
SpaceX dunque non è più concentrata sulla missione di colonizzazione di Marte ma sul pianeta satellite della Terra. Un cambio notevole dato che solo la scorsa estate Musk aveva detto di sperare di lanciare una missione con una astronave senza equipaggio verso il Pianeta Rosso, definendo la Luna come una "distrazione”. E nelle ultime settimane, anche la società spaziale di Bezos, Blue Origin, si è concentrata sul programma lunare, chiudendo l’attività di turismo spaziale suborbitale per spostare le risorse in quello di atterraggio lunare al fine di realizzare una missione lunare entro l’anno senza equipaggio.
Per Musk è indispensabile convincere gli investitori che SpaceX rimarrà la forza dominante nello spazio, in vista di una quotazione in borsa prevista entro l'anno, che potrebbe valutare l'azienda oltre mille miliardi di dollari. Venerdì scorso l'azienda ha lanciato una ennesima missione per portare gli astronauti per conto della Nasa verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Del resto la sfida tra le due società spaziali è cominciata proprio grazie al supporto del governo Usa. Infatti sia Blue Origin sia SpaceX stanno costruendo i loro lander lunari con miliardi di dollari di finanziamenti da parte Nasa, l’Agenzia spaziale statunitense.
La Nasa, che ha fatto atterrare i primi esseri umani sulla Luna nel 1969 e con un totale di 12 astronauti statunitensi nell'ambito del programma Apollo, conclusosi nel 1972, ha fatto pressione sulle due aziende affinché accelerino lo sviluppo del lander lunare per vincere la gara spaziale contro la Cina, che ha come obiettivo l'atterraggio di un astronauta sulla Luna nel 2030.
Ovvio che per il visionario Musk questo non basta e infatti ha detto di voler costruire sulla luna una città per lanciare satelliti muniti di intelligenza artificiale dalla superficie lunare, nell'ambito del suo obiettivo più ampio di espandere l'intelligenza artificiale nello spazio dopo che SpaceX ha acquisito la sua società xAI.
Il razzo Starship di SpaceX è stato lanciato 11 volte dal 2023 ed il suo stadio superiore dovrà fungere da lander lunare. L’atterraggio con astronauti di questo lander sarebbe fissato per il 2028 anche se molti operatori del settore ritengono sia una data difficile da rispettare. SpaceX infatti ha ancora molti passi da compiere nello sviluppo di Starship come lander lunare sopratutto per completare il nuovo processo di rifornimento in orbita con un'altra Starship "cisterna" prima di poter trasportare esseri umani.
Secondo Kathy Lueders, che ha guidato l'unità della Nasa per le operazioni spaziali prima di passare a SpaceX per supervisionare lo sviluppo della Starship in Texas, ritiene che la rivalità tra SpaceX e Blue Origin sia comunque di grande aiuto per la Nasa nella competizione spaziale con la Cina. Mentre quella che si sta accendendo per la conquista della luna tra Musk e Bezos, secondo gli analisti, fa bene all’economia Usa dato che si sta estendendo anche ad altri settori della nascente industria lunare statunitense.