Pensioni, a marzo più soldi per tutti: fino a 440 euro in più nel cedolino. Aumenti e arretrati in arrivo

Sebbene il nuovo meccanismo sia valido da gennaio, l’adeguamento viene applicato materialmente solo nel cedolino di marzo

di Sandro Mantovani
(foto Imagoeconomica)
Economia

Pensioni, a marzo più soldi per tutti

A partire dal cedolino di marzo i pensionati vedranno finalmente concretizzarsi gli effetti delle novità fiscali introdotte con la legge di Bilancio 2026. Dopo l’adeguamento degli assegni avvenuto a gennaio, arriva infatti un secondo ritocco al rialzo della pensione netta, legato sia al nuovo sistema di calcolo dell’Irpef sia all’aumento dell’incremento al milione. A confermarlo è l’Inps, che ha chiarito tempi e modalità di applicazione delle misure.

Il cambiamento più rilevante riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef sul secondo scaglione di reddito, che passa dal 35% al 33%. La novità produce un risparmio fiscale che, nei casi più favorevoli, può arrivare fino a 440 euro all’anno, pari a circa 34 euro al mese. Poiché l’intervento decorre retroattivamente da gennaio, nel cedolino di marzo verranno accreditati anche gli arretrati relativi ai primi due mesi dell’anno.

Nuovo calcolo dell’Irpef: chi guadagna e quanto

Dal 2026, per la quota di pensione annua compresa tra 28.000 e 50.000 euro, l’imposta dovuta non è più calcolata al 35%, ma al 33%. La differenza è un risparmio netto del 2%, che interessa tutti i pensionati con redditi superiori a 28.000 euro, fino a un massimo di 200.000 euro annui. Oltre questa soglia, infatti, la riduzione dell’Irpef viene compensata dalla progressiva perdita delle detrazioni per redditi da pensione.

Per capire l’impatto concreto basta un semplice calcolo: si prende la parte di pensione compresa tra 28.000 e 50.000 euro, si applica il 2% di risparmio e si divide il risultato per 13 mensilità. Il vantaggio massimo si ottiene con una pensione pari o superiore a 50.000 euro annui, per la quale l’aumento arriva a 33,85 euro al mese, ovvero circa 440 euro complessivi all’anno.

A marzo anche gli arretrati di gennaio e febbraio

Sebbene il nuovo meccanismo sia valido da gennaio, l’adeguamento viene applicato materialmente solo nel cedolino di marzo. In quella occasione l’Inps riconoscerà anche le due mensilità arretrate. Così, ad esempio, chi percepisce una pensione di 50.000 euro annui (circa 3.840 euro lordi al mese) riceverà a marzo circa 100 euro in più, sommando aumento ordinario e arretrati. Con un assegno da 3.000 euro lordi mensili, invece, l’incremento complessivo sarà intorno ai 90 euro.

Molto più limitato l’effetto per le pensioni comprese tra 2.100 e 2.300 euro lordi al mese: in questi casi l’aumento ordinario resta sotto i 3 euro mensili, con arretrati di pochi euro accreditati a marzo.

Incremento al milione: 20 euro in più al mese

Dal prossimo cedolino entra in vigore anche l’aumento dell’incremento al milione, previsto sempre dalla legge di Bilancio 2026. Il valore di riferimento passa da 135 a 155 euro mensili, con un incremento netto di 20 euro. Anche in questo caso l’adeguamento non era ancora visibile nei mesi precedenti e verrà applicato da marzo, con il riconoscimento di 40 euro di arretrati per gennaio e febbraio.

La misura interessa chi percepisce l’integrazione al trattamento minimo, i titolari di Assegno sociale e chi riceve una pensione di invalidità civile. Per i pensionati l’incremento spetta al compimento dei 70 anni, con la possibilità di anticipare il requisito fino a 65 anni in presenza di adeguata contribuzione.

L’Assegno sociale resta legato ai 70 anni, mentre per gli invalidi civili al 100% l’aumento scatta già dal 18° anno di età. Grazie a questo intervento, l’importo massimo di queste prestazioni arriva a 770 euro mensili, a partire dal cedolino di marzo.

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