Piazza Affari, è boom di dividendi. Da Intesa a Unicredit: che cosa aspettarsi nel 2026
Secondo Allianz Global Investors le cedole saliranno del 7%. Banche protagoniste, Italia tra le migliori in Europa per dividend yield, in attesa dei nuovi piani industriali di Intesa e Unicredit
Piazza Affari
Nel 2026 le società di Piazza Affari distribuiranno 38 miliardi di euro. Al via a Febbraio Banca Generali con 0,65 euro ad azione
Secondo Global Allianz Investor i dividendi a Piazza Affari saranno in rialzo nel 2026. I pagamenti delle cedole dovrebbero aumentare del 7% e dunque le aziende quotate dovrebbero distribuire circa 38 miliardi di euro. Notizie più certe dovrebbero arrivare dai piani industriali di banche che si sono dimostrate molto generose nel 2025 come Banca Intesa San Paolo, che si riunirà il 2 febbraio e Unicredit il 9 febbraio. Entrambi gli istituti potrebbero annunciare di aver deciso di alzato i dividendi.
Sempre secondo lo stesso rapporto il valore delle cedole dalle società dell’indice STOXX Europe 600 potrebbero raggiungere circa 454 miliardi di euro nel 2026, in aumento del 4%. Quanto all’indice del settore il dividend yield (il rapporto percentuale tra dividendo unitario distribuito e prezzo corrente dell’azione) per le società italiane incluse nello STOXX Europe 600 nel 2026 dovrebbe essere intorno al 4,9%. E nella classifica europea solo la Norvegia fa meglio con un dividend yield atteso del 5,8%.
Negli ultimi cinque anni a guidare la classifica per cedole più ricche in Italia c'è la compagnia di assicurazione Unipol, con uno rendimento medio del 7,38% seguita da Banca Mediolanum al 7,18%, Intesa Sanpaolo al 6,68%, Poste Italiane con il 6,23% ed Eni con il 6,21%. Enel è la società che ha distribuito più, circa 5 miliardi negli ultimi cinque anni, poi c’ è Intesa (4,2 miliardi), Stellantis (4 miliardi), Eni (3 miliardi ) e Unicredit (2,4 miliardi ).
Nel 2026 la stagione della distribuzione cedole è appena iniziata e per l’ammontare delle stesse, come già detto, bisogna attendere le presentazioni dei piani industriali. Qualcuno però si è portato avanti come Banca Generali che il 23 febbraio (pagamento il 25) pagherà 0,65 euro ad azione mentre StM prevede lo stacco il 23 marzo (0,09 euro ad azione) con rendimento pari all’1,51%.
In Italia il mese più gettonato per lo stacco cedole è certamente maggio ma anche a novembre ci sono molte società che danno anticipi come Terna che ha già scelto la data il 23 novembre. Tra le società quotate in altre Borse europee ad aver già deciso la data della cedola e della sua entità c’è Deutsche Telekom: il 2 aprile darà ai suoi azionisti 1 euro ad azione che vuol dire un rendimento pari al 3,5%. Anche il gigante del lusso Luis Vuitton è pronto a distribuire 7,5 euro ad azione il 28 aprile con un rendimento del 2,37% circa.