Rigassificatore di Piombino, Snam chiede la proroga ma Giani dice no: “La Toscana ha già dato”
Il presidente toscano contrario all’estensione oltre luglio: “Porto da liberare per la reindustrializzazione”
Rigassificatore, braccio di ferro tra sicurezza energetica e futuro industriale del porto di Piombino
Snam ha presentato la richiesta di proroga per la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino nelle more del procedimento per l’individuazione della futura collocazione della nave, attualmente in istruttoria al ministero dell’Ambiente. Secondo quanto riportato dall’edizione fiorentina de La Repubblica, “nel 2025 il gas naturale liquefatto ha coperto il 32% della domanda italiana, +10% sul 2022. E la Golar Tundra ha garantito l’8% della domanda nazionale”.
Il quotidiano sottolinea inoltre come la ricerca di un piano alternativo proceda con difficoltà: Vado Ligure resta “opzione aperta sulla carta ma la Regione non vuole”, mentre altre location nell’Alto Tirreno non risultano adeguate o pronte. Qualunque altro porto, viene evidenziato, “necessiterebbe di lavori molto lunghi di predisposizione delle tubature e adeguamento delle banchine”.
Rigassificatore di Piombino, il Presidente Giani: “Sono contrario alla proroga per il rigassificatore a Piombino”
Netta la posizione del presidente della Regione Toscana e commissario governativo per il rigassificatore, Eugenio Giani. “L’ho già confermato in più occasioni, ma ribadisco che io sono contrario a una proroga”, ha dichiarato, annunciando di voler chiedere “un appuntamento al ministro Pichetto Fratin per precisare con lui l’opinione contraria e verificare qual è fino in fondo l’opinione del governo”.
Giani ha spiegato che Snam “ha fatto una richiesta per acquisire dei documenti che le consentono di formalizzare in modo tecnico-scientifico” l’istanza di proroga, precisando che la Regione esprimerebbe “sicuramente” parere contrario in caso di convocazione di una conferenza dei servizi per il riesame dell’autorizzazione. “Sono convinto – ha aggiunto – che la Toscana abbia già dato. Ormai la banchina del porto di Piombino deve servire per la reindustrializzazione, per il polo siderurgico, quindi è bene che il governo pensi a un altro sito”.
Nel motivare ulteriormente la propria contrarietà, Giani ha ricordato che l’autorizzazione al rigassificatore fu concessa per tre anni e vincolata a specifiche misure di compensazione territoriale. “Nel momento in cui firmai l’autorizzazione la firmai per tre anni, e la firmai anche a condizione che avvenissero alcune misure che andavano a compensazione del territorio, e che poi non si sono realizzate o si sono realizzate solo in parte”.
Le sole opere portate avanti, ha spiegato, sono state “la bonifica” del Sin di Piombino per 88 milioni di euro e “la strada 398 che vede ancora in corso i lavori”. Giani ha ricordato come lo sblocco dell’opera stradale avvenne durante il governo Draghi, dopo un contatto con il sottosegretario Garofoli e l’amministratore delegato di Anas. “Ma a parte queste due cose – ha concluso – di circa 10 punti che avevamo messo, non ce n’è uno che sia venuto a compimento con l’insediarsi del nuovo governo”.
I tre anni dell’autorizzazione scadranno a luglio. “Per quello che riguarda la mia posizione – ha ribadito – è giusto che ora il rigassificatore venga ospitato su un’altra delle coste italiane”, ricordando che l’Italia ha “15 regioni su 20 che si affacciano sul mare” e che il contributo toscano all’approvvigionamento energetico nazionale può dirsi concluso.