Snam,balzo a due cifre per i ricavi e 938 milioni di profitti (+7%) nei 9 mesi

Disco verde del Cda all'acconto sul dividendo 2021 di 0,1048 per azione

Economia
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Snam chiude i 9 mesi con un utile netto adjusted di gruppo pari a 938 milioni di euro (+65 milioni; +7,4% anno su anno) rispetto al corrispondente valore conseguito nei primi nove mesi 2020 (873 milioni di euro). I ricavi totali ammontano a 2.334 milioni di euro, in aumento di 302 milioni di euro (+14,9%) rispetto ai primi nove mesi del 2020. Il margine operativo lordo adjusted dei primi nove mesi 2021 ammonta a 1.716 milioni di euro, in aumento di 46 milioni di euro (+2,8%). L'utile operativo adjusted dei primi nove mesi 2021 ammonta a 1.115 milioni di euro, in aumento di 10 milioni di euro (+0,9%) rispetto al corrispondente valore dei primi nove mesi 2020. Gli oneri finanziari netti ammontano a 76 milioni di euro, in riduzione di 24 milioni di euro (-24%) rispetto ai primi nove mesi 2020.

Gli investimenti tecnici dei primi nove mesi 2021 ammontano a 866 milioni di euro, in aumento di 104 milioni di euro (+13,6%), rispetto ai primi nove mesi 2020 che hanno risentito dei rallentamenti causati dalla pandemia da Covid-19. L'indebitamento finanziario netto, al netto delle variazioni non monetarie e dopo il pagamento agli azionisti del dividendo 2020 (797 milioni di euro3 ), si e' attestato a 13.806 milioni di euro, registrando un aumento di 914 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2020. Sulla base dei risultati dei primi nove mesi e delle previsioni per l'intero esercizio 2021, il consiglio di amministrazione di Snam ha deliberato la distribuzione agli azionisti di un acconto sul dividendo 2021, pari a 0,1048 euro per azione, con pagamento a partire dal 26 gennaio 2022, con stacco cedola il 24 gennaio e record date 25 gennaio.

In linea con il proprio continuo impegno per il contenimento delle emissioni inquinanti e climalteranti e nell'ottica del raggiungimento dell'annunciato obiettivo "net zero" (Scope 1 e 2) al 2040, Snam ha stabilito nuovi target di riduzione delle proprie emissioni di metano rispetto a quelli precedentemente comunicati.L'obiettivo della societa', grazie in particolare ai continui investimenti in nuove tecnologie LDAR (Leak Detection and Repair), e' di ridurre le emissioni di metano del 55% al 2025 su base 2015 (rispetto al precedente target di -45%). Questo nuovo obiettivo è più ambizioso rispetto al target raccomandato dalla Oil and Gas Methane Partnership (OGMP) 2.0 per il 2025. 

Snam ha inoltre ottenuto il Gold Standard da UNEP (Environment Programme delle Nazioni Unite) relativamente al framework OGMP 2.0 per la completezza della rendicontazione delle proprie emissioni di metano e i target di riduzione. Il protocollo fornisce ai governi e al pubblico la garanzia che le emissioni di metano sono gestite in modo responsabile, dimostrando che l'azienda utilizza un percorso credibile ed esplicito, con progressi rispetto agli obiettivi dichiarati di contenimento emissivo attraverso trasparenza, flessibilita', collaborazione e condivisione delle best practices.

Oltre a conseguire il massimo riconoscimento, la societa' ha ricevuto una menzione speciale per l'impegno nel coinvolgere le proprie consociate a raggiungere i piu' elevati standard di reportistica, collaborando alla predisposizione dei piani di dettaglio volti a conseguire il Gold Standard anche per tali aziende. "I risultati dei primi nove mesi mostrano la solidita' del nostro core business, la crescita delle nuove partecipazioni come De Nora e la continua attenzione all'ottimizzazione della struttura finanziaria", afferma il Ceo di Snam Marco Alverà, commentando i dati della societa'.

"In una fase di forte aumento e volatilita' dei prezzi del gas e di difficolta' di approvvigionamenti a livello globale, Snam incrementa i propri investimenti per contribuire alla sicurezza energetica dell'Italia, che oggi e' in condizioni migliori rispetto ad altri paesi europei grazie alla propria capacita' di stoccaggio e all'entrata in esercizio del TAP. Prosegue lo sviluppo dei nuovi business della transizione energetica con investimenti e progetti nell'idrogeno, nel biometano, nell'efficienza energetica e nella mobilita' sostenibile. Si rafforza il nostro impegno ESG in favore dei territori, delle comunita' e dell'ambiente, con un nuovo target di riduzione delle emissioni di metano in vista dell'obiettivo delle zero emissioni nette dirette e indirette al 2040", ha aggiunto.

(Segue...)

Secondo il management, le aspettative sulla gestione della pandemia da COVID-19 in Italia confermano il progressivo allentamento delle misure restrittive connesso all'accelerazione della campagna vaccinale contro il virus, sempre accompagnata dalla preoccupazione per la diffusione delle varianti, che potrebbe concretizzarsi in rallentamenti del processo di normalizzazione del contesto economico nazionale ed internazionale. Continua l'attenzione di Snam verso misure atte a garantire la sicurezza nelle sale di controllo, negli impianti e nelle sedi territoriali con l'obiettivo di garantire la normale operativita' e la sicurezza energetica del Paese.

Ad oggi la societa', sulla base delle informazioni disponibili, prevede un impatto complessivamente limitato rispetto ai risultati economico-patrimoniali di fine 2021. Eventuali ulteriori impatti futuri sulla performance economico-finanziaria e sulla situazione patrimoniale del Gruppo, nonche' sui piani di sviluppo dei business, saranno valutati alla luce dell'evoluzione e della durata della pandemia sia in Italia sia all'estero.

Medesime considerazioni valgono con riferimento alle eventuali ricadute sulle iniziative di sviluppo nonche' su fornitori o clienti, cosi' come sulle attivita' che il gruppo Snam detiene all'estero. Le stime piu' recenti sull'evoluzione della domanda di gas naturale in Italia per l'anno in corso prevedono una crescita rispetto all'anno precedente, in particolare per effetto della ripresa della produzione industriale e delle temperature piu' rigide registrate nella prima parte dell'anno. Con particolare riferimento al core business, si conferma il livello di investimenti annunciato a piano.

L'attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi cinque anni ha portato a una riduzione del costo medio del debito lordo dal 2,4% del 2016 a un valore atteso medio dell'1,2% lungo l'orizzonte di piano (2020-2024), per effetto delle azioni compiute per cristallizzare il piu' possibile le attuali favorevoli condizioni di mercato e il miglioramento dello scenario di tassi e credit spread rispetto al piano precedente.