Treni, cambia tutto per le Frecce. Più tardi compri i biglietti, più dovrai pagare. Come funziona il nuovo sistema, risparmiare si può

Dal 1° gennaio, dopo una fase di test durata un mese, è entrato pienamente in funzione il sistema dinamico dei prezzi

di Sandro Mantovani
Economia

Treni, cambia tutto per le Frecce. Come funziona il nuovo sistema, risparmiare si può

Chi è abituato a prenotare un volo lo sa bene: rimandare l’acquisto quasi mai conviene. Da qualche settimana questa logica vale anche per l’alta velocità ferroviaria italiana. Le Frecce di Trenitalia hanno infatti abbandonato il vecchio schema dei prezzi “fissi” per adottare un sistema che cambia le regole del gioco per milioni di viaggiatori.

Dal 1° gennaio, dopo una fase di test durata un mese, è entrato pienamente in funzione il sistema dinamico dei prezzi. Un meccanismo già rodato nel settore aereo ma che, per chi viaggia in treno, rappresenta una novità sostanziale: il costo del biglietto non dipende più soltanto dalle offerte disponibili, ma soprattutto da quante persone stanno cercando di acquistarlo.

Prezzi legati alla domanda: cosa significa davvero

In passato le differenze di prezzo tra un giorno e l’altro erano dovute quasi esclusivamente all’esaurimento delle tariffe scontate. Ogni treno aveva una quota prestabilita di biglietti Economy, Super Economy o Base, indipendentemente dal fatto che fosse un martedì qualunque o un venerdì da bollino rosso.

Dal 2026 il criterio cambia: più alta è la domanda, meno biglietti scontati vengono messi in vendita. Al contrario, quando l’interesse è basso, le tariffe più convenienti restano disponibili più a lungo. È per questo che acquistare un biglietto per una partenza infrasettimanale risulta spesso più economico rispetto a un viaggio nel fine settimana.

L’obiettivo di Trenitalia (e l’effetto sui passeggeri)

La strategia è chiara: aumentare il tasso di riempimento dei treni, soprattutto nelle fasce orarie e nei giorni meno richiesti. In questo modo Trenitalia punta a sfruttare al massimo la capacità delle Frecce e, allo stesso tempo, a incrementare i ricavi.

Per i viaggiatori, però, il rovescio della medaglia è evidente: chi prenota all’ultimo momento, specie nei periodi di maggiore affluenza, rischia di pagare di più. L’azienda rassicura comunque su un punto chiave: esiste un tetto massimo ai prezzi, che non potrà essere superato nemmeno durante festività come Natale o Ferragosto. Inoltre, la concorrenza — oggi rappresentata da Italo e in futuro anche da operatori stranieri — dovrebbe contribuire a contenere eventuali rincari eccessivi.

Quali treni sono interessati dal nuovo sistema

Il prezzo dinamico non si applica a tutta la rete. Restano esclusi i treni regionali e gli Intercity, che beneficiano di contributi pubblici. Il nuovo modello riguarda solo le Frecce, considerate treni “a mercato”.

La logica che ne deriva è semplice ma cruciale per chi viaggia spesso: prima si acquista, più probabilità ci sono di trovare un prezzo basso. Quando la data di partenza è lontana e la domanda ancora contenuta, il sistema rende disponibili più tariffe scontate. Man mano che il treno si riempie, il costo sale.

Un esempio chiarisce il meccanismo: oggi un Frecciarossa Bari–Milano in partenza giovedì 8 gennaio alle 7.30 costa oltre 100 euro. Lo stesso treno, prenotato con un mese di anticipo, può costare meno della metà.

Dietro le quinte: il ruolo dell’algoritmo

A determinare le variazioni di prezzo è un software che analizza domanda, tempi di acquisto e disponibilità dei posti. Un algoritmo simile a quello utilizzato dalle compagnie aeree. Trenitalia sottolinea però che il sistema non è completamente automatizzato: le decisioni finali passano anche dalla direzione marketing, che può modulare le indicazioni del software.

Di fatto, però, per i passeggeri cambia poco: l’era del prezzo “statico” è finita. Dal 2026 anche il treno entra definitivamente nella logica del mercato dinamico, e chi viaggia dovrà imparare a muoversi di conseguenza.

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