Trenitalia guarda al 2030: 2 miliardi di euro per l'alta velocità. Strisciuglio: "L’Italia avrà la flotta più giovane d’Europa"

Trenitalia corre verso il 2030: previsto un piano da 2 miliardi per l’Alta Velocità. L’AD Strisciuglio annuncia l’acquisto di 74 nuovi Frecciarossa 1000 e il rinnovo del trasporto regionale

di Carlo Mannelli
Economia

L’AD Strisciuglio annuncia l’acquisto di 74 nuovi Frecciarossa 1000 e il rinnovo del trasporto regionale

Un investimento massiccio da 2 miliardi di euro per blindare la leadership nell'Alta Velocità e ridisegnare i confini della mobilità nazionale. Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, ha delineato la direttrice strategica della società, confermando un piano che punta tutto su capacità, innovazione tecnologica e una sfida aperta alla concorrenza internazionale.

Il pilastro dell’operazione è il potenziamento della flotta d'eccellenza. Entro il 2030, sui binari italiani e internazionali arriveranno tra i 74 nuovi Frecciarossa 1000. Non si tratta solo di una questione numerica, ma di un rebranding profondo volto a consolidare il Frecciarossa come il "miglior treno d’Europa".
L'obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la frequenza sulle direttrici più sollecitate e sostenere l'espansione transfrontaliera, offrendo il treno come reale alternativa strutturale ai voli aerei di medio raggio. "Il 2026 continua il piano di potenziamento della flotta di Trenitalia che ha nel Frecciarossa il suo prodotto e brand di successo", ha spiegato l’AD, sottolineando come l’impiego di materiali riciclabili superi ormai il 95% della struttura dei convogli.

Regionale e Intercity: il primato europeo

Se l’Alta Velocità rappresenta la vetrina, il trasporto locale è il cuore pulsante del rinnovo. Grazie anche alle risorse del PNRR, l'Italia si prepara a un sorpasso storico: entro il 2027, la flotta regionale italiana sarà la più giovane del continente, con un’età media dei treni compresa tra i 5 e i 10 anni. Ad oggi, oltre l'80% dei mezzi regionali (più di 1.000 su un totale di 1.300) è già di ultima generazione. Parallelamente, il segmento Intercity vedrà l'ingresso di oltre 30 nuovi convogli basati su tecnologie ibride, elettriche e a batteria, fondamentali per garantire efficienza e sostenibilità anche sulle linee non ancora interamente elettrificate.

La sfida della connettività: tra 5G e Starlink

Sul fronte del servizio a bordo, la battaglia si sposta sulla qualità della connessione. Trenitalia ha già testato con successo una rete proprietaria 5G sulla tratta Torino-Milano, registrando performance definite eccellenti. Tuttavia, l'azienda non chiude le porte a soluzioni alternative per eliminare le zone d'ombra, inclusa la tecnologia satellitare.
"Siamo attentissimi ovviamente al tema della connettività a bordo, stiamo studiando tante soluzioni", ha commentato Strisciuglio in merito all'ipotesi di utilizzare Starlink, aggiungendo che l'obiettivo resta quello di rispondere a "uno degli aspetti più richiesti dalla nostra clientela".

La logica industriale: redditività e mercato

Dal punto di vista economico, questa imponente immissione di nuovi Frecciarossa 1000 risponde alla necessità di aumentare l’offerta e migliorare la saturazione delle tracce, sostenendo la crescita dei ricavi a parità di infrastruttura disponibile. In un mercato liberalizzato che ha visto esplodere la domanda, la strategia del Gruppo FS mira a rafforzare il contributo dell’Alta Velocità alla redditività complessiva.
Le leve per migliorare il margine industriale sono chiare: maggiore efficienza energetica, incremento del load factor e riduzione dei costi operativi per posto/chilometro. In parallelo, il rinnovo della flotta regionale e Intercity contribuisce a ridurre il rischio legato all'obsolescenza dei mezzi, migliorando affidabilità e puntualità. Si tratta di un passaggio chiave non solo per difendere le quote di mercato rispetto ad aereo e auto, ma per confermare la mobilità ferroviaria come asse portante della transizione sostenibile nel medio periodo.

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