Ue-India, con i dazi giù al 20% per i produttori di vino sarà un nuovo "El Dorado"

Diego Cusumano: “Piantare bandierina tricolore prima dei francesi”

di Filippo Santi
Economia

Ue-India: con dazi giù al 20% per produttori vino è nuovo ‘El Dorado’

Con 1,5 miliardi di persone e un mercato vinicolo che nel 2025 ha generato 238 milioni di dollari e che si prevede supererà i 520 milioni di dollari entro il 2028, l’India si prospetta come il nuovo “El Dorado” per l’export del vino italiano dopo gli accordi UE-India appena stipulati che vedono, tra gli altri, i dazi sul vino scendere dal 150% al 20% per quelli premium e al 30% per quelli di fascia media. 

“Per noi produttori di vini l’accordo UE-India ci spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità, e non parlo dell’India ma di tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia e Indonesia, ma anche Vietnam, regioni dove non vi è una cultura del vino, il cui consumo è bassissimo rispetto alla popolazione che invece beve molta birra.” spiega Diego Cusumano, produttore che ben conosce il mercato internazionale del vino.

Per quanto rappresenti ancora un mercato di nicchia, i recenti dati sull’export evidenziano una crescita accelerata per il vino italiano in India, nonostante le barriere protezionistiche che sino ad poggi hanno condizionato gli scambi. Le esportazioni italiane hanno raggiunto un valore di circa 33 milioni di dollari, in crescita del +14% già a inizio 2026, con circa 1 milione di litri di vino esportati. L'Italia si attesta così come il secondo fornitore straniero di vino dopo l'Australia e la Francia, con una quota di mercato pari al 17% del valore totale delle importazioni vinicole indiane.

“Con i dazi indiani precedentemente fissati al 150% – sottolinea il vignaiolo Cusumano – un vero vino italiano di qualità, poteva arrivare anche a costare 12-14 volte in più. Un prezzo davvero proibitivo per far si che questo mercato potesse anche solo avvicinarsi al nostro prodotto, ed infatti sino ad oggi il 70% del vino italiano esportato in India si è collocato nella fascia di prezzo entry-level, con quelli di livello superiore ad appannaggio della produzione francese.”

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Adesso è fondamentale essere i primi a conquistare il mercato indiano, muovendosi velocemente e rapidamente, col supporto anche economico – soprattutto per quanto riguarda i costi della promozione – delle istituzioni e con un piano di comunicazione e promozione efficace e condiviso

Questo accordo secondo i produttori è inoltre una fantastica opportunità anche per l’incoming turistico verso l’Italia, e non solo nei luoghi più turistici di essa. È infatti più che conclamato che il vino e il cibo sono un volano per promuovere L’Italia, la nostra cultura, il made in Italy ma soprattutto i nostri luoghi, le terre d’origine del nostro enofood. “Il che rappresenta – aggiunge Cusumano - un’occasione per promuovere, non solo il comparto ma tutto il made in Italy, i suoi luoghi su un mercato fresco di 2 miliardi di potenziali turisti!”

 “La mia proposta – continua - è quella dunque di un grande budget di comunicazione finanziato dai Ministeri dell’Agricoltura, Made in Italy e Turismo, ma con gestione da parte di produttori e acclarati professionisti. Ci si accorgerà che un bicchiere di buon vino italiano ritorna in valore più di mille avatar botticelliane”.

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