Attentato a Washington, Trump sospende i visti agli afghani: “La vera minaccia? Il cambiamento della società, non il terrorismo”

Intervista a Andrew Spannaus, giornalista e analista americano

di Federica Leccese
Esteri

Spari alla Casa Bianca e blocco dei visti agli afghani: “Non è la violenza, Trump teme un cambiamento profondo della società”

Un episodio isolato o un campanello d'allarme per la sicurezza interna degli Stati Uniti? L'attentato nei pressi della Casa Bianca, con un cittadino afghano che ha aperto il fuoco contro due soldati della Guardia Nazionale provocando la morte di uno di loro, ha riacceso il dibattito sul controllo delle frontiere, la gestione dell'immigrazione e il crescente clima di tensione politica a Washington.

A fare chiarezza è Andrew Spannaus, giornalista e analista americano, che ad Affaritaliani ha svelato le dinamiche dell'attentato, il reale livello di minaccia terroristica negli Stati Uniti, e i veri obiettivi nascosti dietro la decisione del tycoon di sospendere i visti per gli afghani e di attuare una stretta all’immigrazione, vietando l’ingresso negli Stati Uniti agli immigrati provenienti dai Paesi del Terzo mondo. 

Negli Stati Uniti c’è davvero un’emergenza sicurezza? Come è stato possibile che un sospetto si avvicinasse così tanto alla Casa Bianca. Siamo di fronte a un caso isolato o a un segnale preoccupante di terrorismo e instabilità interna?

“Donald Trump ha mandato la Guardia Nazionale in diverse città con l'intenzione di ridurre la criminalità, che in realtà era già scesa in modo significativo negli ultimi anni. I casi di terrorismo riguardano principalmente sparatorie isolate, da parte di individui radicalizzati, che siano americani o stranieri. 

La preoccupazione in questo momento riguarda la militarizzazione della risposta alle proteste politiche, che raramente sono fonti di violenza significativa. Gli stessi militari avevano il timore di potenziali scontri, grazie alla presenza vistosa di truppe in ambito civile. La risposta di Trump a questo attentato, naturalmente, sarà di mandare ancora più militari, ma piuttosto servirebbe abbassare le tensioni e affidarsi al lavoro della polizia e del FBI. 

L'episodio è avvenuto a una stazione della metropolitana a due isolati della Casa Bianca, una zona senza particolari restrizioni di sicurezza. Ci sono forti limitazioni alle armi a Washington D.C., ma chiaramente non si può perquisire tutti quelli che entrano in città”. 

Il presidente ha accusato direttamente Biden per l’ingresso del sospetto in America. È un’accusa fondata o una mossa politica?

“L’attentatore aveva collaborato con la CIA in Afghanistan. Come molti, quindi, ha guadagnato la possibilità di andare negli Stati Uniti quando gli americani hanno lasciato il Paese.

È stato Trump a condurre le trattative con i Talebani e porre le basi per l'uscita delle truppe, quindi il suo diritto di critica è limitato in questo senso. Le politiche di Biden hanno effettivamente permesso che tanti immigrati entrassero nel paese dal confine meridionale, ma questo c’entra poco con gli afghani come quello che ha sparato a Washington”. 

La proposta di Trump di sospendere i visti agli afghani negli Stati Uniti influirà sul sistema di immigrazione americano? Si tratta solo di motivazioni legate alla sicurezza o ci sono altre ragioni dietro questa decisione?

“È dall'inizio che Trump cerca di limitare l'entrata di persone da Paesi musulmani, e il caso di Washington gli offre l'occasione di giustificare le sue preoccupazioni grazie a un attentato contro truppe americane dentro gli USA. Il numero di immigrati dall'Afghanistan è stato significativo negli ultimi anni, ma è solo un Paese tra molti da cui provengono i nuovi arrivati. Gradualmente, l'amministrazione Trump allarga le restrizioni a vari gruppi, in linea con la visione MAGA di bloccare l'immigrazione su tutti i fronti. 

Più che sui casi di violenza, presenti ma in realtà inferiori ai reati commessi dai cittadini americani, l'obiettivo è basato sulla preoccupazione di un cambiamento profondo nella società, rispetto a quello che alcuni leader definiscono come la composizione e la cultura tradizionale dell'America”.

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