Cisgiordania, carabinieri italiani minacciati da un colono israeliano armato. Tensione alle stelle, Tajani convoca l’ambasciatore israeliano

I due militari erano in servizio al Consolato d’Italia a Gerusalemme: fermati vicino Ramallah, scatta la protesta formale di Roma

di Alberto Ratto
Esteri

Cisgiordania, due militari italiani fermati illegalmente. La Farnesina protesta e avvia i contatti con Cogat, Idf, polizia israeliana e Shin Bet

Due carabinieri italiani in servizio presso il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati fermati illegalmente ieri in Cisgiordania, in territorio palestinese vicino Ramallah. L’episodio, riferiscono fonti di governo, avrebbe visto i due militari finire sotto la minaccia di un fucile mitragliatore.

Secondo le stesse fonti, i carabinieri sarebbero stati fatti inginocchiare sotto tiro e “interrogati” da un colono israeliano. Un passaggio che ha immediatamente innescato una reazione diplomatica da parte di Roma.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto la convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta sull’accaduto. È quanto viene indicato anche in una nota della Farnesina.

Nel documento si legge che l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha già rivolto una protesta formale al governo israeliano, coinvolgendo diversi livelli istituzionali e di sicurezza: il Ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi.

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L’attenzione resta ora sulle risposte che arriveranno dalle autorità israeliane e sugli esiti dei contatti avviati attraverso i canali diplomatici e di sicurezza.

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