Davos, Trump confonde Islanda e Groenlandia: gaffe clamorosa sul palco del WEF
Durante il Forum economico mondiale il presidente Usa attribuisce il crollo di Wall Street all’“Islanda”. Ma il caso riguarda la Groenlandia
Clamorosa gaffe di Donald Trump al World Economic Forum di Davos. Durante il suo intervento pubblico, il presidente degli Stati Uniti ha infatti confuso più volte l’Islanda con la Groenlandia, attribuendo all’“Islanda” le tensioni geopolitiche che avrebbero contribuito al recente crollo di Wall Street.
Un errore tutt’altro che marginale, visto che la turbolenza dei mercati è stata collegata alle dichiarazioni dello stesso Trump sulla Groenlandia, territorio autonomo danese al centro di forti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Europa.
La confusione sul palco di Davos
Nel corso del discorso, Trump ha citato ripetutamente l’Islanda come elemento destabilizzante per i mercati finanziari americani. Peccato che il Paese nordico non abbia alcun ruolo nella vicenda, mentre le reazioni di Wall Street sono state legate alle minacce e alle ambiguità statunitensi sulla Groenlandia, nodo strategico nell’Artico.
L’errore non è passato inosservato tra i presenti e ha rapidamente iniziato a circolare sui social e nei retroscena del Forum.
Wall Street e la vera causa del crollo
Gli analisti hanno infatti ricondotto la volatilità dei mercati alle dichiarazioni aggressive di Trump sulla Groenlandia, considerate un ulteriore fattore di instabilità geopolitica in un contesto già teso tra Usa, Ue e Nato.
Attribuire tutto all’“Islanda” ha finito per alimentare l’imbarazzo, rendendo evidente una confusione geografica difficilmente spiegabile in un contesto internazionale di alto livello come Davos.
Le polemiche sulla salute del presidente
La gaffe ha riacceso le polemiche sulle condizioni psicofisiche del presidente americano, tema tornato ciclicamente nel dibattito pubblico. Per i critici, l’episodio rappresenta l’ennesimo segnale di una comunicazione sempre più disordinata, soprattutto su dossier delicatissimi come la sicurezza globale e l’economia internazionale.