Ucraina, "Putin non vuole la pace. L'unica soluzione è un congelamento della linea del fronte con una fascia di terreno smilitarizzata"
Intervista a Domenico Rossi, ex Generale di Corpo d’Armata
Domenico Rossi
"La Russia continua imperterrita nel suo bombardamento di assetti militari e civili, strategici e non, secondo la logica del più forte"
"Gli avvenimenti e gli incontri relativi alla situazione conflittuale tra Ucraina e Russia ancora una volta si prestano a una duplice interpretazione di speranze e timori. Al termine dell’incontro a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steven Witkoff, il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov ha infatti dichiarato che l’incontro tra Putin e Witkoff è stato 'utile sotto ogni aspetto' ma ha peraltro aggiunto che la cosa importante è che durante questi negoziati tra il nostro presidente e gli americani, è stato confermato ancora una volta che senza una soluzione alla questione territoriale non ci si può aspettare un accordo duraturo".
Lo afferma ad Affaritaliani Domenico Rossi, ex Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano ed ex sottosegretario al ministero della Difesa, rispondendo alla domanda se sia davvero vicina una soluzione del conflitto in Ucraina.
"Anche a seguito dell’incontro, si è svolto ad Abu Dhabi un trilaterale tra rappresentanti di Ucraina, Russia e Stati Uniti proprio sulla questione 'cruciale' del controllo dei territori dell'est dell'Ucraina, su cui peraltro il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è già espresso dicendo ai media russi che per mettere fine al conflitto l'esercito ucraino deve lasciare il Donbass. In sostanza, pur se non si può che essere speranzosi su questi incontri che vedono le parti in causa direttamente o indirettamente parlare, non si può sottacere il fatto che la posizione russa appare al momento irremovibile rispetto a quelle che sono state le iniziali pretese sul Donbass e che tutto ciò è stato finora decisamente rifiutato dall’Ucraina. E’ possibile quindi che vi possa essere un compromesso tra le parti?".
"Difficile ipotizzarlo. Indubbiamente gli aspetti territoriali sono strettamente connessi con la sicurezza futura del rispetto della sovranità nazionale ucraina e della garanzia di una capacità di difesa con tutti i riflessi sulla più ampia difesa dell’Europa. Ed ecco perché, tramontata ormai l’ipotesi di un ritorno ai confini originali, è possibile pensare al congelamento della linea del fronte magari con una fascia di terreno smilitarizzata, ma il tutto correlato se non ad un impensabile, al momento, ingresso nella Nato a quanto già ventilato circa ad un accordo di più Paesi con la Ucraina sul modello del noto art. 5 della stessa Nato. Una cosa è certa: la Russia continua imperterrita nel suo bombardamento di assetti militari e civili, strategici e non, anche durante gli incontri in questione, secondo la logica del più forte, e questo lascia forti dubbi sulla sua reale volontà di avviare un vero processo di pace", conclude Rossi.
Tutte le notizie della sezione politica