Elezioni nel mondo 2026: Trump 'anatra zoppa'? Orbàn perde il potere in Ungheria? La destra si gioca molto. Attenti a Israele, incognita Ucraina

In Italia la battaglia chiave è il referendum sulla giustizia

Di Sara Barni
Esteri

Maggio 2026: elezioni Presidenziali in Colombia


Il 2026 è un anno molto importante dal punto di vista elettorale nel mondo. In gioco equilibri politici internazionali, dall'America all'Europa e non solo. In Italia, a parte elezioni comunali in centri medio-piccoli, il grande appuntamento a fine marzo (la data non c'è ancora) è il referendum confermativo sulla riforma della giustizia voluta dal Centrodestra. Non c'è il quorum, o vince il SI' alla separazione delle carriere, ai due Csm e all'Alta Corte o vince il NO e tutto resta come oggi. Sfida governo-opposizioni, anche se Azione voterà a favorre e Italia Viva lascerà libertà di voto.

Ma vediamo le elezioni chiave nel mondo.


Stati Uniti, novembre 2026: elezioni di metà mandato per il Congresso

Durante il suo primo anno del suo secondo mandato, il Presidente Donald Trump ha avviato una serie di politiche che mettono in piena luce il potere degli Stati Uniti, interrompendo il commercio globale, interferendo con lo stato di diritto di altri Paesi (secondo gli osservatori critici). La ferma presa di Trump sul Partito Repubblicano gli conferisce il controllo di due rami del governo, e i giudici ideologicamente allineati formano la maggioranza alla Corte Suprema. Finora ha esercitato quello che a molti è apparso come un potere illimitato. Ma questa libertà di azione potrebbe non essere così scontata. Il tasso di gradimento di Trump sta calando, e la pessima performance del suo Partito nelle elezioni di metà mandato tenutesi il mese scorso ha leggermente allentato il suo controllo sul GOP. Me anche se riuscisse a mantenere il Partito sotto controllo, le elezioni di metà mandato di novembre potrebbero modificare il controllo del Congresso, andando a sconvolgere il panorama politico del Paese. Un Congresso controllato dai Democratici potrebbe opporsi agli ordini esecutivi che Trump ha ampiamente usato finora per governare, in particolare per quanto riguarda i dazi. Trump diventerebbe la cosiddetta 'anatra zoppa', come si definisce un presidente Usa che il Congresso politicamente in mano all'opposizione


Ungheria aprile 2026: Elezioni parlamentari

Gli elettori ungheresi sceglieranno un nuovo Parlamento entro aprile, e quando lo faranno, il Primo Ministro più longevo del Paese, Viktor Orbàn, potrebbe perdere il suo posto. Orbàn, che ha ricoperto la sua carica da Premier per 19 anni, è diventato per le forze politiche sovraniste del mondo un modello di ispirazione. Ha usato la sua importante maggioranza in Parlamento e potenti alleati tra le élite di imprenditoriali del Paese per creare un terreno di gioco sbilanciato, con una sapiente regia che lo ha portato a mantenere il potere e indebolire l’opposizione senza sbagliare una mossa. Ma secondo gli osservatori, questa volta l’opposizione sembra che stia per rovesciare l’autocrate radicato da tempo. Un suo ex alleato, Peter Magyar, si è rivoltato contro di lui, riuscendo a focalizzare l’attenzione della gente sulle difficoltà economiche e sulla corruzione, entrambe cresciute in modo esponenzialmente sotto Orbàn. Il vantaggio di Magyar nei sondaggi si mantiene stabile a meno di cinque mesi dalle elezioni. Se Orbàn cadesse, sarebbe un segnale sia per scoraggiare chi cerca di imitarlo, sia per rafforzare la speranza degli oppositori nei regimi considerati forti e da alcuni poco liberali.


Israele Ottobre 2016: Elezioni parlamentari

Benjamin Netanyahu è un altro Primo Ministro che ha servito il suo Paese molto più a lungo dei suoi predecessori. Maestro della sopravvivenza politica, è riuscito a rimanere al potere anche se ampie fette dell’elettorato gli si sono opposte quando ha portato partiti di estrema destra nel suo governo. Tutto è cambiato per lui il 7 ottobre del 2023, quando Hamas ha lanciato l’attacco più letale e traumatico nella storia di Israele. La furia che ha scatenato la guerra di Israele a Gaza e la devastazione che ne è derivata l’hanno isolato diplomaticamente. Ma gli israeliani sono stati molto più critici sul fatto che Netanyahu abbia abbassato la guardia prima dell’attacco del 7 ottobre, nonostante i segnali di crescente minaccia da parte di Hamas, e abbia successivamente continuato la guerra per placare i Partiti di estrema destra da cui dipende la sua coalizione, quando qualcuno pensava che avrebbe potuto raggiungere un accordo prima per far liberare da Hamas gli ostaggi israeliani detenuti dal 7 ottobre. Anche l’attacco di Netanyahu alla magistratura israeliana prima della guerra ha incontrato una forte opposizione, visto come un tentativo di evitare la responsabilità per le accuse di corruzione che attualmente affronta. Con tutto quello che è successo sotto la guida di Netanyahu, molti pensavano che non sarebbe sopravvissuto una volta finita la guerra e indette nuove elezioni (se la tregua Usa reggerà come pare). Ma oggi, a meno di un anno da elezioni che sono inderogabili, sembra ancora una volta che Netanyahu ce la farà. Un sondaggio di ottobre ha rilevato che il 64% degli israeliani pensa che dovrebbe dimettersi subito o al massimo finita la guerra a Gaza. Ma i sondaggi elettorali, molto più complessi per via delle politiche di coalizione che riflettono, mostrano che né l’attuale coalizione di governo di Netanyahu né l’opposizione siano in chiaro vantaggio.


Maggio 2026: elezioni Presidenziali in Colombia

Quando Gustavo Petro, ex guerrigliero di sinistra e sindaco di Bogotà, è diventato Presidente a metà del 2022, molti colombiani temevano che avrebbe seguito le orme di altri leader di sinistra in America Latina, che dopo essere stati eletti democraticamente hanno iniziato a riscrivere le Costituzioni dei loro Paesi per rimanere in carica a tempo indeterminato. Ma quattro anni dopo, la Costituzione colombiana permette ancora un solo mandato Presidenziale, e i colombiani a maggio sceglieranno il loro prossimo Presidente. Sebbene la presidenza di Petro non abbia realizzato molte delle promesse, e sebbene rimanga una figura non molto popolare, la competizione per la presidenza suggerisce che la sua coalizione Pacto Historico possa rimanere al potere, anche se è ancora presto per avere dati abbastanza sicuri. Emerge un dato interessante dalla politica colombiana di oggi, e più in generale promettente per l’intera regione, ed è il fatto che sempre più colombiani si definiscono centristi più che di destra o di sinistra. L’America Latina oscilla facilmente da un estremo all’altro, dall’estrema sinistra all’estrema destra, come abbiamo visto in Cile con la vittoria di chi rimpiange Pinochet. Se un candidato centrista prendesse l’incarico e gestisse un mandato di successo, potrebbe segnare un cambiamento positivo con la possibilità di influenzare elettori oltre la Colombia.


Ucraina: la grande incognita

Prima che la Russia lanciasse la sua offensiva sull’Ucraina ormai quasi tre anni fa, il Paese era proiettato verso le elezioni Presidenziali previste per la primavera del 2024. Ma quando è iniziata la guerra, Kiev ha dichiarato la legge marziale, durante la quale per legge Costituzionale non possono essere indette elezioni. Ma, nel momento in cui la guerra finirà e la legge marziale verrà revocata, la campagna elettorale subirà un’accelerazione importante. Le elezioni parlamentari si potranno tenerne dopo 60 giorni e quelle Presidenziali 30 giorni dopo queste ultime. Molto del futuro dell’Ucraina del dopoguerra è un’incognita. Il Presidente Volodymyr Zelenskyy, il cui cerchio ristretto è ora impantanato in uno scandalo di corruzione, si ricandiderà? Vincerà se lo farà? La Russia riuscirà ad influenzare le elezioni (perché non dovrebbe provarci?)? Un recente sondaggio dava Zeelensky solo all'11% di gradimento. Chi finirà per guidare l’Ucraina e come la nuova amministrazione di Kiev si relazionerà con la Russia, Trump e l’Europa sono questioni capitali non solo per l’Ucraina, ma per l’Europa e per il mondo intero. Prima del 2022, la politica ucraina attirava poca attenzione a livello globale, ma la prossima volta che gli ucraini voteranno gli occhi di tutti saranno puntati su di loro.

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