Epstein Files, Trump citato migliaia di volte: nelle carte emergono le presunte malattie veneree di Bill Gates e una mail di Musk

Pubblicati altri tre milioni di atti sul caso Epstein: un’email chiama in causa Bill Gates, Trump citato migliaia di volte. Il Dipartimento di Giustizia difende la trasparenza e la tutela delle vittime

di Emma Rossi
Esteri

Epstein Files, nuovi guai per Trump? Ecco che cosa c'è nelle nuove carte 

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubblici altri tre milioni di documenti legati al caso Jeffrey Epstein, completando la diffusione del materiale raccolto sull’ex finanziere morto suicida in carcere nel 2019. Il nuovo rilascio comprende circa 2.000 video e 180.000 immagini, oltre a comunicazioni interne ed email, alcune delle quali contengono accuse e riferimenti a personaggi di primo piano.

Tra i file emerge anche una email che Epstein avrebbe inviato a sé stesso nel 2018, nella quale si fa riferimento a una presunta malattia sessualmente trasmissibile contratta da Bill Gates dopo rapporti con giovani donne russe. Nel messaggio, citato dal Daily Mail, Epstein attaccava il fondatore di Microsoft per aver interrotto i rapporti con lui, sostenendo che Gates gli avrebbe chiesto di cancellare comunicazioni sensibili e di procurargli antibiotici da far assumere di nascosto alla moglie Melinda. Le affermazioni non risultano confermate e restano circoscritte al contenuto delle carte pubblicate.

Nei documenti compare anche il nome di Donald Trump, menzionato circa 3.200 volte. In molti casi si tratta di articoli di stampa che Epstein e i suoi collaboratori si scambiavano, in altri di email in cui l’ex finanziere commentava la campagna elettorale del 2016.

Il vice ministro della Giustizia Todd Blanche ha respinto ogni accusa di insabbiamento, assicurando che la revisione dei file è avvenuta nel rispetto della legge e senza proteggere alcuna figura politica. Blanche ha spiegato che molte carte non sono state rese pubbliche perché contenenti materiale pedopornografico, informazioni sensibili sulle vittime o elementi in grado di compromettere indagini federali ancora in corso.

Per accedere ai documenti pubblicati è stata introdotta una verifica dell’età: ai minori di 18 anni è vietata la consultazione della cosiddetta “Epstein Library” online. Nonostante ciò, restano dubbi e critiche sul numero di file ancora secretati. I democratici hanno annunciato che esamineranno attentamente il materiale e sono pronti a intervenire qualora emergessero omissioni nella pubblicazione completa degli atti.

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