Ice minaccia due giornalisti Rai a Minneapolis: “Spaccheremo il finestrino e vi tireremo fuori”
Nel mirino gli inviati di In Mezz’ora Laura Cappon e Daniele Babbo. Le opposizioni attaccano: “Meloni prenda posizione”
Momenti di forte tensione negli Stati Uniti per due giornalisti italiani. A Minneapolis, gli inviati della trasmissione Rai In Mezz’ora, Laura Cappon e Daniele Babbo, sono stati minacciati da agenti federali dell’Ice mentre stavano realizzando un servizio sulle violenze delle forze dell’immigrazione.
Il tutto è documentato in un video pubblicato sui social dalla stessa trasmissione condotta da Monica Maggioni. Nelle immagini si vedono più agenti avvicinarsi all’auto dei giornalisti, bloccata tra due veicoli dell’Ice, e intimare di abbassare il finestrino.
“Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”, è la minaccia pronunciata dagli agenti, nonostante i giornalisti si siano qualificati chiaramente come stampa: “Press, we are Italian press”.
Nel video Laura Cappon racconta in diretta la situazione:
“Abbiamo una macchina dell’Ice davanti e una dietro. Siamo intrappolati”.
Secondo quanto denunciato dalla Rai, i due inviati stavano seguendo un’inchiesta sulle operazioni aggressive dell’Ice nelle comunità locali, finite al centro di polemiche e proteste negli Stati Uniti.
L’episodio ha immediatamente acceso lo scontro politico in Italia. Dal Partito Democratico arriva la solidarietà di Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile informazione del Pd:
“Piena solidarietà agli inviati Rai. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni intende continuare a tacere o prenderà finalmente posizione?”.
Sulla stessa linea Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, che chiede una protesta formale del governo italiano e chiarimenti su come intenda tutelare i connazionali all’estero.
Duro anche Angelo Bonelli (AVS):
“Meloni deve condannare immediatamente quanto accaduto. Basta sudditanza politica verso Trump. La libertà di stampa e la dignità dell’Italia vengono prima di ogni alleanza ideologica”.
Un caso che riporta al centro il tema della libertà di stampa negli Stati Uniti e del rapporto tra l’Italia e l’amministrazione Trump, sempre più sotto osservazione.