“L’Ice? Negli Usa in realtà ha molto consenso e Trump non farà nessun passo indietro, anzi...". Ecco la strategia del tycoon

Intervista a Gianluca Pastori, Professore Associato di Storia delle relazioni politiche tra Nord America ed Europa all’Università Cattolica di Milano

di Federica Leccese
Esteri

“L’Ice? Negli Usa ha molto consenso e Trump non farà nessun passo indietro: per lui è una strategia vincente”

Sempre più intenso è il clima di terrore che si sta diffondendo negli Stati Uniti a seguito degli atroci episodi di violenza dell’ICE, la polizia federale anti-immigrazione, culminati nella tragica uccisione di Alex Pretti. I recenti scontri per le strade di Minneapolis sollevano numerosi interrogativi sul futuro della politica americana e dell’amministrazione Trump: l’uso eccessivo della forza da parte dell’ICE riflette una crisi istituzionale o una nuova dottrina di sicurezza? Quali scenari si aprono ora? Trump farà un passo indietro per non compromettere le elezioni di midterm?

A fare chiarezza è Gianluca Pastori - Professore Associato di Storia delle relazioni politiche tra Nord America ed Europa all’Università Cattolica di Milano e membro della Facoltà del Master in Diplomazia e del Master in Cooperazione Internazionale presso l’ISPI - che ad Affaritaliani ha svelato le reali intenzioni del tycoon: “A rischio dei midterm, Trump continuerà questa strategia, convinto che possa essere vincente”.

Qual è oggi il ruolo dell’ICE nella sicurezza interna statunitense? L’uso eccessivo della forza riflette una crisi istituzionale o una nuova dottrina di sicurezza?

“La funzione dell'ICE è quella del controllo e della repressione dell'immigrazione illegale ed è uno dei nodi centrali della piattaforma politica con cui l'amministrazione Trump è stata eletta. Oggi, dal punto di vista simbolico e politico, è una delle strutture centrali dell’attuale Homeland Security, anche se non necessariamente al centro dell’architettura istituzionale. L’uso della violenza conferma la linea di fondo dell’amministrazione: la volontà di usare il pugno duro contro l’immigrazione illegale, contrapponendosi a quella che percepisce come una gestione troppo permissiva negli anni delle amministrazioni democratiche, in particolare quella di Biden. È uno spostamento di paradigma. Gli Stati Uniti sono una società in cui la forza ha un ruolo centrale, sia nella cultura che nella storia nazionale, come dimostra la mitologia del paese e il ruolo simbolico delle armi. Quello che stiamo vedendo in questi giorni è un passo ulteriore: la volontà di enfatizzare uno Stato forte che usa la forza per ottenere risultati anche all’interno del paese”.

Le proteste e lo scontro con le lobby delle armi rischiano di trasformare l’ICE da strumento di deterrenza a fattore di instabilità per l’amministrazione Trump?

“In questo momento l’ICE è forse la parte più criticata dell’amministrazione, ma non enfatizzerei troppo questo aspetto. Negli Stati Uniti esiste anche un considerevole consenso verso l’ICE, soprattutto tra l’elettorato repubblicano e le sue componenti più conservatrici. Non è percepito come qualcosa di completamente alieno. Il rischio, però, è che questo tipo di azione aumenti la polarizzazione tra repubblicani e democratici e finisca per alienare a Trump le simpatie di una parte dell’elettorato repubblicano più moderato”. 

Dopo la morte di Alex Pretti e le proteste in Minnesota, quali scenari si aprono ora? Trump farà un passo indietro per non compromettere le elezioni di midterm?

“È difficile prevedere gli scenari. Con Donald Trump servirebbe una sfera di cristallo per capire cosa farà domani, figuriamoci a lungo termine. Se c’è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi anni, è che è improbabile che faccia un passo indietro. Credo anzi che insisterà sulla politica attuale, utilizzando il classico racconto secondo cui chi protesta è ‘unAmerican’, odia il paese, appartiene alla sinistra radicale o addirittura è un terrorista interno, come è stato detto in passato da esponenti della sua amministrazione. A rischio dei midterm, Trump continuerà sulla stessa linea, perché l’immigrazione illegale è una questione su cui ha investito molto politicamente”. 

Trump non ha, quindi, paura di perdere le elezioni di midterm nonostante la violenza che sta propagando l’ICE?

“Non credo. Trump ha questo pregio/difetto: è estremamente sicuro di sé, anche dei propri errori. Quando in passato ha fatto passi indietro, spesso lo ha fatto solo per prendere la rincorsa e fare un salto in avanti ancora più lungo. Quindi credo che insisterà su questa strategia, convinto che possa essere vincente”. 

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