"Accordo India-Ue, svolta nei rapporti tra Nord e Sud del mondo. Strada opposta alla 'diplomazia mercenaria' di Trump"
Intervista all'esperto geopolitico Arduino Paniccia
"Il Board of Peace nasce esplicitamente al di fuori dei meccanismi delle Nazioni Unite e si propone come un organismo internazionale alternativo"
"Mentre l’ordine internazionale frana, travolto dai conflitti in corso e dalla retorica di Donald Trump, quasi in sordina India e Unione europea hanno firmato un accordo di libero scambio che va in direzione opposta rispetto alla linea perseguita dall’amministrazione americana nell’ultimo anno, segnata dal ritorno di dazi e tariffe. Una nuova intesa sostenuta dalle Nazioni Unite, i cui punti chiave indicano una svolta rilevante nei rapporti tra Nord e Sud del mondo e assumono un valore strategico tanto per l’India, sempre più proiettata verso il ruolo di grande potenza economica, quanto per l’Unione europea, già tale ma oggi chiamata a consolidare il proprio ruolo sia al proprio interno, sia nei confronti delle potenze alleate e concorrenti". Lo afferma ad Affaritaliani Arduino Paniccia, presidente della Scuola di guerra economica e competizione internazionale di Venezia (Asce), analizzando gli ultimi sviluppi sullo scenario geopolitico ed economico internazionale.
"Su questo sfondo resta aperta la proposta del Board of Peace avanzata da Trump, inizialmente pensata per Gaza e poi estesa all’intera area mediorientale, che introduce un modello fondato non sulla mediazione multilaterale ma su rapporti di forza e convenienze. Il Board of Peace nasce infatti esplicitamente al di fuori dei meccanismi delle Nazioni Unite e si propone come un organismo internazionale alternativo, aperto all’adesione di Paesi appartenenti a diversi continenti, ma fondato su logiche profondamente diverse da quelle finora conosciute. Non universalismo, non rappresentanza multilaterale, bensì una struttura costruita attorno alla potenza americana e alla sua capacità di influenza politica ed economica", sottolinea l'esperto militare e geopolitico.
"L’elemento più dirompente riguarda la struttura stessa del Board. La partecipazione sembrerebbe legata a un contributo economico, con seggi attribuiti in base al versamento di risorse finanziarie. È qui che emerge il vero salto di paradigma. Non siamo più soltanto nella diplomazia delle potenze, ma nell’ingresso in una fase inedita, che può essere definita senza ambiguità “diplomazia mercenaria”. L’accesso ai tavoli decisionali non avviene più in base alla rappresentanza politica o al principio di sovranità, ma in funzione della capacità di pagamento. Secondo le anticipazioni, Trump assumerebbe la presidenza del Board a tempo indeterminato, continuando a esercitare questo ruolo anche oltre la fine di un eventuale mandato presidenziale. Un elemento che rafforza ulteriormente l’idea di una struttura personalizzata, sganciata da qualsiasi meccanismo di controllo istituzionale e sottratta a una chiara legittimazione internazionale", aggiunge Paniccia.
"La proposta ha già prodotto effetti politici sul piano europeo, generando divisioni all’interno dell’Unione. Alcuni Paesi ne hanno messo in discussione l’utilità e la coerenza con gli strumenti della diplomazia internazionale esistenti, evidenziando ancora una volta l’assenza di una linea strategica comune sui principali dossier geopolitici e la progressiva marginalizzazione delle istituzioni multilaterali, con la trasformazione della diplomazia in un servizio selettivo. Da un lato, l’accordo tra India e Unione europea indica una possibile direzione fondata su regole condivise, cooperazione economica e legittimazione multilaterale. Dall’altro, il Board of Peace ne rappresenta la traiettoria opposta: la progressiva privatizzazione politica della pace, fino alla sua riduzione a “diplomazia mercenaria”", conclude il presidente della Scuola di guerra economica e competizione internazionale di Venezia (Asce).
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