Macron a Davos sfida Trump: “Preferiamo il rispetto ai bulli. I dazi sono inaccettabili”

Il presidente francese attacca i dazi Usa: “Inaccettabili se usati contro la sovranità”

Esteri

Da Davos Emmanuel Macron lancia un messaggio durissimo agli Stati Uniti e, senza mai citarlo apertamente, colpisce dritto al cuore della strategia di Donald Trump. Nel suo intervento al World Economic Forum, il presidente francese ha avvertito che “il mondo sta scivolando verso la legge del più forte” e che l’Europa non può accettare di essere subordinata.

“I nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”, ha dichiarato Macron, riferendosi alle recenti minacce commerciali provenienti da Washington. Parole che arrivano in un clima già tesissimo, aggravato dalla pubblicazione da parte di Trump di messaggi privati scambiati con l’Eliseo e dalle sue ultime provocazioni sulla Groenlandia e sui rapporti transatlantici.

Il capo dello Stato francese ha rivendicato la necessità di una risposta europea compatta: “L’Europa non dovrebbe esitare a utilizzare gli strumenti a sua disposizione per proteggere i propri interessi”. Un chiaro invito a rafforzare l’autonomia strategica del continente, tema caro a Macron da anni e oggi tornato centrale di fronte all’offensiva economica americana.

“È tempo di pace, stabilità e prevedibilità”, ha esordito il presidente, strappando qualche sorriso in sala. Ma subito dopo ha avvertito: “Ci siamo avvicinati all’instabilità e allo squilibrio. Il conflitto si è normalizzato”. Un riferimento evidente alle tensioni globali e alle minacce commerciali che rischiano di trasformarsi in vere e proprie guerre economiche.

La stoccata più diretta è arrivata nel finale: “Preferiamo il rispetto ai prepotenti”. Una frase che in molti hanno interpretato come un affondo esplicito contro Trump, atteso proprio mercoledì a Davos per un intervento che si preannuncia altrettanto incendiario.

Macron ha inoltre denunciato il rischio di un’America che mira a “subordinare l’Europa”, chiedendo più innovazione, investimenti privati e capacità di reazione politica. Dietro le quinte, Parigi spinge per attivare lo strumento anti-coercizione dell’Ue, un meccanismo pensato per rispondere alle pressioni economiche esterne.

Le tensioni tra i due leader sono esplose negli ultimi giorni, dopo che Trump ha minacciato dazi del 200% su vino e champagne francesi in risposta al rifiuto di Macron di aderire al cosiddetto “Consiglio di pace per Gaza”. E non è passato inosservato neppure il caso dei messaggi pubblicati su Truth, in cui il presidente francese esprimeva perplessità sulle mire americane in Groenlandia.

L’intervento di Davos cade alla vigilia di un vertice straordinario dell’Unione europea e potrebbe segnare l’inizio di una fase di confronto più duro tra Bruxelles e Washington. “Per rimanere liberi bisogna essere temuti”, ha ribadito Macron nei giorni scorsi parlando alle forze armate francesi.

Ora l’attenzione si sposta sull’intervento di Trump e su un possibile incontro tra i due leader. Ma una cosa è già chiara: l’asse transatlantico non è mai stato così fragile.

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