Maduro, chi è l'ex autista di bus e sindacalista delfino di Chavez e suo successore alla presidenza del Venezuela
Nato a Caracas il 23 novembre 1962. Il ritratto
Nel 2013 Maduro assunse la guida del Paese dopo la morte di Hugo Chávez
Nicolás Maduro Moros è stato il presidente del Venezuela dal 2013 a oggi fino alla cattura da parte degli Usa dopo l'attacco deciso da Donald Trump. Nel 2013 Maduro assunse la guida del Paese dopo la morte di Hugo Chávez, leader carismatico della rivoluzione bolivariana e figura centrale della politica venezuelana per oltre un decennio.
Maduro, indicato da Chávez come suo successore politico, vinse le elezioni presidenziali anticipate e da allora ha mantenuto il potere, diventando uno dei leader più longevi e controversi dell’America Latina.
La biografia
Nato a Caracas il 23 novembre 1962, Maduro proviene da un contesto popolare. Prima di entrare nella politica nazionale ha lavorato come autista di autobus ed è stato attivo nel sindacalismo, un’esperienza che ha contribuito a costruire la sua identità politica e il suo legame con le classi lavoratrici. Negli anni Novanta si avvicinò al movimento guidato da Hugo Chávez, sostenendone il progetto politico e diventando progressivamente una figura di primo piano all’interno del chavismo.
Durante la presidenza di Chávez, Maduro ricoprì incarichi di rilievo, tra cui quello di ministro degli Esteri e, infine, di vicepresidente. Alla morte del leader bolivariano, nel marzo 2013, fu lui a raccoglierne l’eredità politica, promettendo continuità ideologica e fedeltà al progetto socialista avviato dal suo predecessore.
Gli anni della presidenza
La sua presidenza è stata segnata da una profonda crisi economica e sociale. Il Venezuela ha attraversato anni di iperinflazione, forte contrazione dell’economia, crollo della produzione petrolifera e gravi carenze di beni essenziali come cibo e medicinali. Queste difficoltà hanno spinto milioni di venezuelani a lasciare il Paese, dando origine a uno dei più grandi flussi migratori della storia recente della regione.
Sul piano politico, Maduro è stato più volte accusato di aver concentrato il potere e indebolito le istituzioni democratiche. Le elezioni che lo hanno confermato alla presidenza, in particolare quelle del 2018 e del 2024, sono state contestate dall’opposizione e da una parte della comunità internazionale, che ha denunciato irregolarità e mancanza di garanzie democratiche. Il governo, dal canto suo, respinge le accuse e rivendica la legittimità del processo elettorale.
La gestione del dissenso rappresenta uno degli aspetti più controversi della sua leadership. Arresti di oppositori, limitazioni alla libertà di stampa e restrizioni all’attività politica hanno alimentato critiche e tensioni interne, contribuendo a una forte polarizzazione della società venezuelana.
La posizione internazionale
Anche sul fronte internazionale la figura di Maduro è fonte di divisioni. I rapporti con Stati Uniti e Unione Europea sono caratterizzati da sanzioni economiche e da un confronto politico costante, mentre il Venezuela ha rafforzato le relazioni con Paesi come Russia, Cina, Iran e Cuba, che rappresentano per Caracas partner strategici sia sul piano economico sia su quello geopolitico.
Per i suoi sostenitori, Nicolás Maduro incarna la resistenza alle pressioni esterne e la difesa della sovranità nazionale, oltre alla continuità del progetto socialista bolivariano. Per i suoi critici, invece, è il simbolo del declino democratico ed economico del Venezuela. In ogni caso, la sua figura resta centrale nel determinare il presente e il futuro del Paese, in un contesto segnato da instabilità, conflitto politico e profonde trasformazioni sociali.