Milano-Cortina 2026, Calenda durissimo: “ICE? Delinquenti assassini, non li voglio in Italia”

Il leader di Azione attacca duramente gli agenti dell’ICE e invita il governo Meloni a dire no a Trump: “Sono una milizia di delinquenti senza addestramento. L’Italia difenda la sua dignità”

Esteri

Carlo Calenda rompe ogni argine sul caso ICE e Olimpiadi. Il leader di Azione, intervenendo a margine di un evento in Senato, ha attaccato duramente l’ipotesi di una presenza degli agenti federali statunitensi dell’Immigration and Customs Enforcement in occasione dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

“Per me l’ICE è come le SS”, ha detto senza mezzi termini Calenda, spiegando che a suo giudizio si tratta di “delinquenti assassini, privi del training necessario per svolgere un lavoro delicatissimo”. Una dichiarazione destinata a far discutere, che arriva nel pieno delle polemiche politiche sull’eventuale ruolo delle forze americane nella sicurezza delle Olimpiadi italiane.

Secondo Calenda, la questione non riguarda solo l’ordine pubblico, ma la sovranità nazionale. “Non li vorrei vedere sul suolo italiano – ha spiegato – e siccome abbiamo un governo che si dice fortemente sovranista, dovrebbe fare uno sforzo e dire almeno una volta no a Trump. Potrebbero scoprire un mondo nuovo”.

Nel mirino anche Matteo Salvini, che secondo il leader di Azione “non è né di destra né di sinistra, ma solo di ciò che gli conviene essere di volta in volta”, arrivando a dire che “almeno chi ha convinzioni ha qualcosa, Salvini nemmeno quello”.

Lo scontro sull’ICE si inserisce in un clima politico sempre più teso intorno a Milano-Cortina 2026, diventate terreno di confronto tra governo, opposizione e alleati internazionali. E con parole così forti, Calenda porta la polemica a un livello mai visto prima.

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