Olimpiadi, l'arrivo da "film d'azione" di J.D. Vance a Milano
Oltre cento veicoli di scorta, viali chiusi, vedette sui tetti e un arrivo quasi invisibile: l’accoglienza riservata a J.D. Vance per Milano-Cortina colpisce per dimensioni e discrezione
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance è atterrato questa mattina poco dopo le 10.00 all’aeroporto di Malpensa per partecipare alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Ad attenderlo, un cordone di sicurezza imponente: oltre cento veicoli tra auto civetta, mezzi blindati e supporto logistico hanno accompagnato il vicepresidente dalla pista d’atterraggio fino all’hotel Sheraton, base operativa della delegazione americana e primo punto di approdo per gli atleti Usa.
Il momento più impressionante all’arrivo:
l’auto di Vance è stata letteralmente inghiottita da un tendone nero, montato davanti all’ingresso dell’hotel. Una volta entrata la vettura, la copertura è stata richiusa immediatamente, schermando ogni visuale mentre lo staff e la sicurezza completavano le operazioni.
Per consentire il passaggio del corteo, il viale antistante l’hotel è stato completamente chiuso, mentre sui tetti circostanti erano visibili vedette dotate di telecamere, presumibilmente anche termiche.
Un dispositivo di protezione che non passa inosservato e che racconta quanto, dietro l’immagine festosa delle Olimpiadi, si muova una macchina della sicurezza di livello globale, soprattutto quando in gioco ci sono figure chiave della politica internazionale.