Orsini da Scanzi e Travaglio durissimo contro Trump: "Come l'iraniano Khamenei". VIDEO
Il professore ad Accordi&Disaccordi: “Festeggia ogni impiccagione in Iran”
Parole pesantissime, destinate a far discutere e a dividere. Alessandro Orsini, professore ed esperto di geopolitica, è tornato al centro del dibattito televisivo con un intervento durissimo contro Donald Trump e la politica estera degli Stati Uniti.
Ospite della trasmissione Accordi&Disaccordi sul Nove, intervistato dal giornalista Luca Sommi, Orsini ha tracciato un parallelo netto tra l’ex presidente americano e la guida suprema iraniana Ali Khamenei: “Dal punto di vista etico e morale Trump e Khamenei sono sullo stesso piano. Sono due criminali politici”.
Un paragone forte, che il professore ha motivato collegandolo alla situazione in Medio Oriente e in Iran. Secondo Orsini, le scelte di Washington avrebbero contribuito in modo decisivo alle tragedie in corso: “Il massacro dei palestinesi è stato reso possibile grazie al presidente Usa”, ha affermato senza mezzi termini.
Non solo. L’analista ha rivolto un’accusa ancora più diretta a Trump, sostenendo che il leader americano “festeggia ogni volta che un ragazzo iraniano viene impiccato”. Un riferimento alle esecuzioni capitali che continuano a colpire i giovani oppositori del regime di Teheran, tema su cui Orsini ha insistito con forza.
Nel suo ragionamento, la responsabilità degli Stati Uniti andrebbe oltre i singoli eventi: “L’attuale situazione di sofferenza della popolazione iraniana nasce proprio dalle politiche della Casa Bianca contro l’Iran. Fa tutto parte di una strategia per impoverire il Paese e rovesciare il regime”, ha spiegato.
Le dichiarazioni sono arrivate commentando l’arresto di Nicolás Maduro da parte di Washington, episodio che Orsini ha utilizzato per denunciare, più in generale, quella che considera una politica internazionale aggressiva e destabilizzante da parte degli Usa.
Come spesso accade quando interviene in tv, le parole del professore hanno immediatamente acceso polemiche sui social e nel mondo politico. C’è chi lo accusa di posizioni antiamericane e provocatorie, e chi invece difende la sua lettura critica delle dinamiche globali.
Di certo l’intervento ha riportato al centro un tema sempre divisivo: il ruolo degli Stati Uniti nei conflitti internazionali e la responsabilità delle grandi potenze nella sofferenza dei popoli. Con il suo stile diretto e controverso, Orsini ha scelto ancora una volta di non usare mezze misure.
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