Proteste in Iran, via libera dell'Ue a nuove sanzioni. Pasdaran nella lista dei terroristi: è ufficiale

Bruxelles, misure contro 21 tra individui ed entità per la repressione e contro 10 soggetti legati alle armi a Mosca. Tajani: “Si va verso l’accordo politico”. Decisione sui Pasdaran attesa in una fase successiva

di Carlo Mannelli

Antonio Tajani

Esteri

Iran, Kallas: "Pasdaran in lista terroristi Ue"

L'Irgc, i pasdaran o guardiani della rivoluzione dell'Iran, saranno inseriti nella lista delle organizzazioni che l'Ue considera terroriste. Lo annuncia l'Alta Rappresentante Kaja Kallas, via social.

"La repressione - dice - non può restare senza risposta. I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena fatto il passo decisivo di designare la Guardia Rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno lavora per la propria rovina", conclude.

Bruxelles, Via libera dei ministri Ue a nuove sanzioni all'Iran 

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee. Nella lista delle misure restrittive - che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni - entrano 21 soggetti, tra individui ed entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina. Le sanzioni individuali nei confronti di Teheran sono state approvate dai ministri degli Esteri dei Ventisette riuniti a Bruxelles in apertura di seduta. La decisione sulla designazione del Corpo della guardie della rivoluzione come organizzazione terroristica è invece attesa in una fase successiva dei lavori.

Iran, Pasdaran nella lista terroristi: attesa oggi la decisione a Bruxelles

Bruxelles accelera sul dossier Iran. Alla riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Ue del 29 gennaio, i ministri puntano a un accordo politico per inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista europea delle organizzazioni terroristiche, dopo la repressione delle proteste e il pesante bilancio di vittime tra i manifestanti.

L’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio ha indicato chiaramente la direzione: "Mi aspetto che saremo d'accordo sull'inserimento della Guardia rivoluzionaria iraniana nella lista di organizzazioni terroristiche". Una designazione che, ha sottolineato, metterebbe i pasdaran "sullo stesso piano di Al Qaeda, Hamas, Daesh". E la linea politica, per Kallas, è netta: "Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come tale. È chiaro ciò che vediamo", aggiungendo che i numeri e i metodi della repressione "sono davvero, davvero gravi. Per questo stiamo anche mandando un messaggio chiaro: la repressione delle persone ha un prezzo".

Da parte italiana, Antonio Tajani ha parlato di passo ormai vicino: "Si sta andando verso un accordo politico per inserire i Pasdaran in quanto tali nell'elenco delle organizzazioni terroristiche". Il ministro degli Esteri ha chiarito anche i tempi: "Oggi ci sarà eventualmente una decisione politica, poi la decisione concreta verrà nel giro di qualche settimana", rivendicando una "grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei su questa decisione dopo ciò che è accaduto le scorse settimane con la repressione che ha portato a migliaia e migliaia di morti tra i manifestanti", risultato che ha definito "inaccettabile". In parallelo, ha aggiunto, procede il lavoro sulle sanzioni: "mi pare che ci sia già un accordo politico" e "credo che oggi sarà assolutamente approvata questa lista".

Sulla stessa linea si è mossa Parigi. Jean-Noël Barrot ha confermato il sostegno francese. Il ministro ha motivato la posizione con una condanna della repressione: "la repressione insostenibile che si è abbattuta sulla protesta pacifica del popolo iraniano non può restare senza risposta. Per questo adotteremo oggi delle sanzioni Ue contro responsabili della repressione: procuratori, capi della Polizia, pasdaran, più di venti individui ed entità che si vedranno congelare i beni e non potranno entrare nell'Ue". E ha spinto per un passo ulteriore: "bisognerà andare oltre e per questo la Francia ha annunciato che sosterrà l'inclusione dell'Irgc nella lista delle organizzazioni terroriste dell'Ue, perché non può esserci alcuna impunità per i crimini commessi. E' anche un appello alle autorità a liberare i prigionieri, gettati nelle prigioni del regime a decine di migliaia, a mettere fine alle esecuzioni, a ristabilire l'accesso alle comunicazioni e la connessione Internet. La nostra priorità - conclude Barrot - con il rischio di una escalation regionale, è la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre imprese e dei due ostaggi francesi, che sono in sicurezza all'ambasciata di Francia, dei quali chiediamo la liberazione immediata".

Anche Madrid ha annunciato pieno sostegno. Il ministro José Manuel Albares Bueno ha dichiarato: "La Spagna sostiene tutte le sanzioni contro l'Iran in questo momento e sostiene certamente quelle che includono il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista dei gruppi terroristici". E ha aggiunto: "Purtroppo, non abbiamo nulla da soppesare, perché quando vediamo la situazione in Iran, quando vediamo una repressione cieca e indiscriminata, con tensioni arbitrarie e una situazione per le donne iraniane che ci preoccupa terribilmente, credo che sia responsabilità e obbligo dell'Unione europea usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per fermare questa repressione e stare al fianco del popolo iraniano". Infine: "Sono stato chiaro fin dall'inizio sul fatto che questa sia la strada da seguire, perché questi sono gli strumenti di cui dispone l'Unione europea".

Sul punto dei contatti con Teheran, Kallas ha provato a disinnescare l’obiezione più ricorrente, in particolare, ha spiegato che la parte diplomatica della Guardia sarebbe esclusa dalla designazione e che le interlocuzioni con il ministro degli Esteri iraniano non rientrano nella questione, sottolineando: "i canali diplomatici rimarranno comunque aperti anche dopo l'inserimento della Guardia rivoluzionaria nella lista".

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