Repressione in Iran, oltre 400 morti e migliaia di arresti. Teheran avverte: "Se attaccati colpiremo basi Usa e Israele". Alzato il livello di scontro

Gli Stati Uniti sono pronti a "colpire molto forte" Teheran se le autorità "cominceranno ad uccidere" i manifestanti

di Arianna Conti
Esteri

Iran a Trump: "Se Usa ci attaccano colpiremo Israele e basi americane". Si alza il livello di scontro 

L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che "qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi" nella regione, definendole "obiettivi legittimi": lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, rivolgendosi ai deputati.  Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News.

Proteste in Iran, i dati delle Ong su morti e arresti 

Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran è quasi raddoppiato in poche ore, passando a oltre 400 morti secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ong statunitense Human Rights Activists News Agency. Lo riporta Sky News, aggiungendo che sette delle vittime sono minorenni. La maggior parte delle persone è stata uccisa da munizioni vere o da colpi di arma da fuoco a pallini, prevalentemente da distanza ravvicinata, sostiene l'Ong, secondo cui 37 delle vittime sarebbero membri delle forze armate o di sicurezza, mentre una di loro è un pubblico ministero. L'Hrana ha anche riferito che 2.638 persone sono state arrestate. 

Proteste in Iran, il messaggio di Trump: "Pronti ad aiutare, vogliono la libertà”

Mentre si fa sempre più dura la repressione del regime contro le proteste in Iran, con "pile di corpi" che riempiono gli ospedali del Paese, arriva il messaggio di Donald Trump ai manifestanti: “Gli Usa sono pronti ad aiutare". E questo perché "l'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora".

La promessa di Trump arriva nemmeno 24 ore dopo l'ennesimo monito agli ayatollah, con gli Stati Uniti pronti a "colpire molto forte" Teheran se le autorità "cominceranno ad uccidere" i manifestanti. "Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone - cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste -, li colpiremo molto fortemente", ha dichiarato il tycoon.

Usa verso l'attacco al regime di Teheran?

Gli Stati Uniti, quindi, sono pronti all'attacco contro il regime di Teheran? Due elementi fanno pensare che un intervento americano potrebbe ormai essere probabile e quasi imminente.

Il primo è un altro post, stavolta su X e a firma del senatore repubblicano Lindsey Graham, rivolto direttamente al popolo iraniano. "Il vostro lungo incubo sta per concludersi. Il vostro coraggio e la vostra determinazione nel porre fine all'oppressione sono stati notati dal presidente Trump e da tutti coloro che amano la libertà", scrive il senatore. Secondo Graham, infatti, "quando il Presidente Trump dice “rendiamo l'Iran di nuovo grande”, significa che i manifestanti in Iran devono prevalere sull'ayatollah

Il secondo indizio arriva da un'indiscrezione del Wall Street Journal. Secondo fonti informate riportare dal quotidiano, l'amministrazione statunitense avrebbe già avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco.

I colloqui si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari. Tra le opzioni figura anche un "attacco aereo su larga scala". Il giornale ha tuttavia precisato che, almeno al momento, non vi sono segnali di un'azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un'operazione militare.

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