Treni deragliati in Spagna, una sopravvissuta: "Vedevo gli altri morire, ma...". VIDEO
Il racconto choc di una sopravvissuta: “Eravamo intrappolati e impotenti”
Le immagini dei vagoni rovesciati e dei soccorsi disperati hanno già fatto il giro del mondo. Ma a rendere ancora più concreta la tragedia ferroviaria avvenuta in Andalusia è la voce spezzata di chi era a bordo. Una giovane sopravvissuta allo scontro tra treni ad alta velocità ha raccontato in lacrime quei minuti interminabili, trasformati in un incubo.
“Alcune persone stavano bene, altre stavano davvero male. E noi le avevamo davanti agli occhi, le vedevamo morire e non potevamo fare nulla”. Parole che restituiscono tutta la drammaticità dell’incidente avvenuto domenica nei pressi di Adamuz, vicino Cordoba, dove due convogli sono deragliati provocando decine di vittime e centinaia di feriti.
La ragazza viaggiava insieme alla sorella, rimasta ferita e ora ricoverata in ospedale. Nel caos seguito allo scontro, tra lamiere contorte, fumo e urla, ha cercato di aiutare chi le stava accanto, ma l’entità del disastro ha reso impossibile qualunque intervento immediato. “Eravamo bloccati, non c’era modo di muoversi. Sentivamo le persone chiedere aiuto, ma non potevamo fare niente”, ha spiegato ancora visibilmente sotto shock.
Il suo non è solo un racconto di dolore, ma anche un appello. Con lei, infatti, viaggiava il suo cane, smarrito durante l’evacuazione. “Aiutatemi a ritrovarlo”, ha chiesto ai microfoni, sperando che qualcuno possa averlo visto o preso in custodia dopo l’incidente.
Le testimonianze dei sopravvissuti stanno aiutando gli investigatori a ricostruire la dinamica dello scontro, avvenuto pochi minuti dopo la partenza di uno dei treni. Le autorità spagnole continuano a lavorare senza sosta per accertare cause e responsabilità, mentre il Paese è ancora sotto choc per uno dei peggiori disastri ferroviari degli ultimi anni.
Intanto, negli ospedali della regione, proseguono le cure ai feriti. Molti di loro portano addosso non solo segni fisici, ma anche un trauma psicologico profondo. Le loro voci, come quella della giovane sopravvissuta, raccontano un’esperienza che difficilmente potrà essere dimenticata.
Il traffico ferroviario tra Madrid e l’Andalusia resta sospeso, mentre l’intera Spagna si stringe attorno alle famiglie delle vittime. Dietro i numeri e i bilanci ufficiali, restano storie individuali di paura, coraggio e disperazione, come quella di chi, da un vagone distrutto, ha visto la morte a pochi centimetri da sé.