Trump rilancia con dazi al 10% e attacca la Corte Suprema dopo lo stop. Dal New York Times: "Accordo Usa-Ue nel limbo"
Il presidente annuncia su Truth l’ordine firmato nello Studio Ovale e attacca Barrett e Gorsuch. Esclusi minerali essenziali e beni già colpiti
Donald Trump Board of Peace
La Casa Bianca: "Tariffe strumento essenziale". Il Nyt vede l'intesa con l'Ue nel limbo e rischio tensioni
Come riporta l'Ansa, Donald Trump rilancia la sua strategia commerciale con un nuovo giro di tariffe. Dopo lo stop della Corte Suprema ai dazi precedenti, il presidente ha annunciato di aver firmato un provvedimento che introduce nuovi dazi globali del 10% su tutti i Paesi. “E'un grande onore aver appena firmato, nello Studio Ovale, nuovi dazi globali del 10% su tutti i paesi che entreranno in vigore quasi immediatamente”.
Secondo quanto reso noto, i dazi entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e resteranno validi per 150 giorni. Le misure, però, non si applicheranno a un’ampia lista di prodotti: tra le esclusioni sono citati i minerali essenziali e i beni già soggetti a dazi separati che non sono stati toccati dalla decisione della Corte Suprema.
Sul fronte interno, Trump ha attaccato frontalmente i giudici contrari alle tariffe. “I membri della Corte Suprema che hanno votato contro i nostri dazi - scrive ancora Trump su Truth - dovrebbero vergognarsi. La loro decisione è stata ridicola ma ora che il processo di adeguamento inizia faremo tutto il possibile per ottenere più soldi di prima”. E ancora: “Nuovi dazi, completamente testati e accettati come legge, sono in arrivo”.
Nel mirino del presidente finiscono anche due giudici da lui nominati, Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, accusati di avere votato contro la sua linea. “Ciò che è successo oggi con i due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti che ho nominato contro una forte opposizione, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, non sembra mai accadere con i democratici. Votano contro i repubblicani, e mai contro se stessi, quasi ogni volta, indipendentemente da quanto siano valide le nostre argomentazioni. Almeno non ho nominato Roberts, che ha guidato gli sforzi per consentire ai Paesi stranieri che ci hanno truffato per anni di continuare a farlo”, ha scritto Trump, chiamando in causa anche il presidente della Corte Suprema John Roberts.
La Casa Bianca ha difeso l’impianto della misura, sostenendo che i dazi continueranno a essere uno “strumento essenziale” per Donald Trump per “proteggere le aziende e i lavoratori americani, ridurre i costi e alzare i salari”. L’amministrazione, inoltre, ha ribadito che la “deludente decisione della Corte Suprema non impedirà al presidente di ridisegnare il sistema commerciale globale distorto che ha messo a rischio la sicurezza economica e nazionale del Paese”.
Lo scenario preoccupa anche l’Europa. Secondo il New York Times, “Nyt: 'Dai dazi nuova incertezza per l'Ue, Trump distratto pesa su Ucraina'”. Il quotidiano evidenzia un quadro di interrogativi ancora aperti, a partire da rimborsi e mosse dell’amministrazione per sostituire nel lungo termine le tariffe bocciate. L’intesa commerciale tra Stati Uniti e Ue sarebbe nel “limbo”, con il rischio che alcuni politici europei possano ritardarla o farla saltare, aprendo una nuova fase di incertezza economica e tensione politica nei prossimi mesi. Il Nyt segnala anche la possibilità che Washington cerchi nuove strade per giustificare ulteriori misure, facendo leva sulle armi commerciali già esistenti e sostenendo, ad esempio, che le norme digitali europee siano una tassa sulle aziende americane.
Nel retroscena, il New York Times inquadra anche il rapporto con la Corte Suprema: dopo una serie di vittorie incassate dal presidente, lo scontro sui dazi segna un cambio di passo. La decisione che dichiara illegali le tariffe, per il quotidiano, “equivale a una dichiarazione di indipendenza”.