Ucraina, 50 miliardi dall'Ue, 6 dell’Italia. C'è chi dice basta, ma...

Dei 50 miliardi Ue per l’Ucraina la quota dell’Italia è il 12-13%

Di Massimo Falcioni
Vladimir Zelensky
Esteri

Ucraina, 50 miliardi dall'Ue

L’accordo raggiunto dall’Ue per altri 50 miliardi di euro all’Ucraina ha ridato voce, in particolare in Italia, a chi sostiene che la guerra in corsa a due ore di aereo poco più da Roma non è “roba nostra” e che sarebbe più utile usare quei soldi all’interno della comunità europea e, specificatamente, nel Belpaese. Dei 50 miliardi Ue per l’Ucraina la quota dell’Italia è il 12-13%, quindi sui 6 miliardi di euro. In quasi due anni, dall’inizio dell’invasione di Putin, la Ue ha già dato complessivamente all’Ucraina circa 85 miliardi (quasi 35 miliardi sono stati per aiuti militari): di questi, l’Italia ha già versato circa 10 miliardi che adesso, con l’ultima decisione di Bruxelles, diventano in totale 16 miliardi (10+6).

Cogliendo al volo questa ultima decisione Ue c’è chi si mette di traverso e “pesta l’aegua in to morta”. In particolare in Italia si fa girare il disco stantio che quelli dati all’Ucraina sono soldi buttati anche perché il “fascista” Zelensky la guerra l’ha già persa e che, peraltro, bene così perché Putin ha ragione nel voler riconquistare l’Ucraina, dove la maggioranza “vuole tornare sotto la Russia” come dimostrano le province che hanno votato al 90% per stare con Mosca. Evidentemente non si tiene conto della realtà, né tanto meno della storia, così come della sicurezza dell’Europa e del diritto internazionale. 

La domanda è: quali sono le conseguenze se la Russia vince la guerra in Ucraina?  Sono quattro i possibili scenari disegnati dagli esperti dell'Isw, Institute for the study of war.

“Un simile risultato porterebbe un esercito russo malconcio ma trionfante fino al confine della Nato, dal Mar Nero all’Oceano Artico. Secondo fonti di intelligence statunitensi, l’esercito ucraino con il sostegno occidentale ha distrutto quasi il 90% dell’esercito russo che ha invaso il Paese nel febbraio 2022, ma i russi hanno sostituito quelle perdite e stanno potenziando la loro base industriale per compensare le perdite materiali a un ritmo sostenuto”.

A preoccupare, secondo i curatori dell'analisi, è che “la Russia può rappresentare una grave minaccia militare per la Nato. Dal momento che Mosca si è già impegnata in un ambizioso programma di espansione militare postbellica, gli Stati Uniti non possono essere certi che i tempi saranno molto lunghi”. Ma quale sarebbe il costo per gli USA? “Il potenziale militare complessivo degli Stati Uniti e dei suoi alleati della Nato è talmente maggiore di quello della Russia che non c’è motivo di dubitare della capacità dell’Occidente di sconfiggere qualsiasi immaginabile esercito russo. I costi di far vincere la Russia sarebbero alti per gli Usa perché costretti a schierare nell’Europa orientale una parte considerevole delle loro forze di terra e di aerei stealth, togliendoli da altre aree, come Taiwan”, si legge nel documento.

I costi sono in ogni caso enormi. “L’intera impresa costerà una fortuna, e il costo durerà finché continuerà la minaccia russa, potenzialmente indefinitamente. Quasi ogni altro risultato della guerra in Ucraina è preferibile a questo. Aiutare l’Ucraina a mantenere le posizioni attraverso il continuo sostegno militare occidentale è molto più vantaggioso ed economico per gli Stati Uniti che permettere all’Ucraina di perdere oppure congelare il conflitto”, sottolinea il documento. Il rapporto stila il bilancio in caso di vittoria dei russi, ma è evidente cosa succederebbe d’altra parte se vincessero gli ucraini. “Le truppe russe più vicine alla Romania sarebbero a quasi 500 miglia di distanza. Il Mar Nero diventerebbe quasi un lago Nato. Mosca probabilmente completerebbe il controllo militare della Bielorussia e baserebbe lì le sue forze anche in questo scenario. La minaccia rappresentata da tali basi per la Nato, tuttavia, assumerebbe un aspetto molto diverso”, conclude il rapporto.

Qui siamo. Sono oramai due anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 e non c’è nessun segnale di pace. La guerra continua e continuerà con maggior vigore in vista della primavera. C’è il rischio, per le mire espansionistiche di Putin, di una sua estensione anche a Ovest, verso Occidente. In Europa, specificatamente in Italia, non c’è la piena consapevolezza che, come ha ammonito tempo fa l’ex premier Draghi: “Kiev deve vincere la guerra o per l’Ue sarà un colpo fatale”.

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