Il benessere a BIT: più che un viaggio, un diritto
Durante l’incontro il Presidente AIDIT Domenico Pellegrino ha presentato la proposta di detraibilità fiscale della vacanza-benessere. Presentato anche il caso di successo della “Swedish Prescription”
Il benessere a BIT: più che un viaggio, un diritto
In un mondo in cui il viaggio non è più solo spostamento, ma ricerca di equilibrio e rigenerazione, la vacanza diventa una vera e propria “cura” per corpo e mente. È il messaggio che ha trasmesso BIT 2026 – che si conclude oggi a Fiera Milano – attraverso il talk La vacanza che cura.
Durante l’incontro Christina Steer, Head of Travel Trade, Brand & Marketing di Visit Sweden, ha presentato il caso di successo della “Swedish Prescription”: una campagna fondata su dati scientifici del Karolinska Institutet che dimostrano come una vacanza, oltre a favorire il benessere, apporti benefici anche culturali e contribuisca in modo significativo alla salute delle persone.
In Italia, il concetto di “vacanza che cura” trova le prime applicazioni a livello regionale. Lo ha evidenziato Chiara Teolato, Direttrice Generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – Reggia di Venaria, coinvolta nel progetto “Museo Benessere” dell’Asl To3, che permette ai medici di prescrivere visite e attività culturali come parte di un percorso di cura. Un “micro-viaggio” terapeutico per persone fragili, che conferma il valore delle esperienze sul territorio come strumento di benessere e salute.
Mentre in alcuni Paesi le vacanze benessere sono già prescrivibili da un medico, ad oggi in Italia lo sono i trattamenti termali.
A margine dell’incontro Domenico Pellegrino, Presidente di AIDIT Federturismo Confindustria, ha dichiarato: “La vacanza-benessere non è un lusso, ma uno strumento di prevenzione sociale ed economica. È questo il principio alla base della proposta presentata da AIDIT a BIT 2026: introdurre la detraibilità fiscale della vacanza-benessere come misura di tutela dell’equilibrio psico-fisico, di sostegno alla qualità della vita e di sviluppo economico”.
La misura proposta prevede una detrazione IRPEF con tetto di spesa, tracciabilità totale, fatturazione elettronica e accesso esclusivo attraverso operatori certificati, con una fase sperimentale di 18 mesi e monitoraggio dei risultati.
“Non si tratta di incentivare il consumo”, ha concluso Pellegrino, “ma di riconoscere il valore della prevenzione del malessere. Investire nel benessere significa costruire un’Italia più sana, più equilibrata e più produttiva. È una scelta di modernità per un welfare che guarda al futuro”.
L’Osservatorio Nazionale Turismo e Federterme-Confindustria stimano che nel 2025 il sistema termale italiano abbia generato un fatturato di oltre 5 miliardi di euro, con circa 24 milioni di presenze.
A sua volta, l’Europa è la principale destinazione al mondo per il turismo del benessere: un rapporto della Wellness Tourism Association (WTA) evidenzia che il vecchio continente attira oltre il 30% della spesa mondiale per servizi spa e termali, grazie soprattutto a Germania, Francia e Italia.
A livello globale Il comparto del turismo del benessere è valutato in oltre mille miliardi di dollari con una proiezione di crescita fino a circa 2.300 miliardi entro il 2033, come rileva Precedence Research. Il Global Wellness Economy Monitor segnala che l’economia del benessere nel suo complesso ha raggiunto un valore record di 6.800 miliardi di dollari.