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Tarro: "Il Covid e il vaccino a RNA possono alterare il DNA". L'intervista

Il nuovo libro del virologo Giulio Tarro racconta cosa fare per uscire dalla pandemia e cosa sbagliamo. Il circuito della ricerca scientifica non è così puro...

di Antonio Amorosi
Libri & Editori
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Sta avendo grande risalto tra esperti e lettori il nuovo libro del virologo Giulio Tarro “L'epidemia cinese di Wuhan e la pandemia globale da Covid-19”, edizioni Elicon.

Professore, ho letto le sue ultime dichiarazioni preoccupate, che sta succedendo?

Questa sparata di Ricciardi, i bambini che devono portare la mascherina a 2 anni, è un assurdo colossale. Ma come si fa a dire una cosa del genere? Anche l'OMS ha detto che è sbagliato. Alla loro età hanno lo sviluppo della neocorteccia celebrale che è basata tutta sulle emozioni. E' una cosa gravissima con conseguenze incalcolabili, aver detto una cosa di questo tipo. Qui si incentiva l'autismo funzionale

Lei come spiega la dichiarazione?

Che oramai la gente crede di poter fare e dire tutto. Non esiste limite

Lei citava nel libro la campagna mediatica molto violenta contro l'idrossiclorochina che in molti casi ha dimostrato di funzionare nel curare i malati di Covid... eppure si è fatto molto “terrorismo” sul tema...

E' una scoperta fatta per giunta da forse il più importante virologo francese, Didier Raoult. Ma qui in Italia si continua ancora a parlare di tachipirina, perciò figuriamoci. Oramai ci sono tanti medici che agendo con scienza e coscienza certi protocolli non li mettono in atto. Se ci sono 65.000 italiani registrati che ogni anno vengono curati con il plaquenil, che ha l'idrossiclorochina, dove sta il problema? E' risaputo che funziona. Qui si dà la tachipirina e si aspetta. Cosa si aspetta? Che le persone muoiano?

Lei nel libro si concentra anche su questo mix di nomine politiche dentro il CTS e...

La gestione italiana dell’epidemia da parte del comitato tecnico scientifico (CTS, ndr) è stato un disastro non solo per me ma anche secondo un editoriale della prestigiosa rivista inglese Nature, come riportato nella prima decade di marzo 2021. Nel comitato non era presente alcun virologo e la maggior parte dei 24 “esperti” sono stati nominati ad personam senza alcuna competenza sul campo della infezione virale. Inoltre il CTS con poca o nessuna esperienza ha affermato a gennaio 2021 che mantenere gli studenti sull’apprendimento a distanza avrebbe causato loro un grave impatto sul lato psicologico e della personalità. Tale dichiarazione ha avuto conseguenze politiche nazionali pur non avendo alcun membro esperienza nel campo della istruzione, della psicologia infantile o della neuropsichiatria

Ma perché accade tutto questo? C'è un mix di incompetenza e di pressappochismo o cosa?

C'è sempre un problema a monte. Se i vaccini, che è la strada che si è scelta a marzo dell'anno scorso, sono la soluzione, non ci possono essere altre cure possibili, altre strade. Negli Stati Uniti a gennaio erano già stati presentati 23 progetti di vaccini: il meccanismo era già chiaro. Ma il vaccino è un mezzo di prevenzione, non risolve la condizione di chi si ammala

Lei si è vaccinato, giusto?

L'ho sempre sostenuto e l'ho detto anche in un'intervista proprio con lei. Sono un medico... Ho chiesto un vaccino a vettore in un'unica somministrazione, il Johnson&Johnson, non ha quindi niente a che vedere con quelli a RNA messaggero

Lei diceva: io mi vaccino perché ho 83 anni. Non ha senso una vaccinazione di massa come si sta facendo ma vanno vaccinate le categorie più a rischio

Si, oltretutto citando gli inglesi che hanno vaccinato prima di tutto gli ottuagenari e i fragili. E' da lì che bisognava partire per salvare le persone che sono le prime ad avere problemi. Ma non si è agito così in Italia

Lei solleva anche un problema sulla possibilità che vi sia una capacità mutagena degli RNA. Ci spiega cosa intende?

Ho citato un bellissimo lavoro fatto a Boston. La domanda era: un vaccino a RNA messaggero può alterare il DNA cellulare? La risposta è sì, trascrivendo le sequenze virali integrate nel genoma mediante una trascrittasi inversa delle cellule o una trascrittasi inversa di un HIV e queste sequenze di DNA possono essere integrate nel genoma cellulare e la loro espressione è stata indotta con una infezione da COVID-19 o da una esposizione alla citochine nelle culture cellulari, suggerendo un meccanismo molecolare per un retro-integrazione di COVID-19 nei pazienti (Zhang L, Alexsia R, Khalil A et al 2020. SARS-CoV-2 RNA reverse-transcribed and integrated into the human genome. BioRxiv, ndr). Era un fatto che già si sapeva con un altro Coronavirus... di questa trascrittasi. Hanno dimostrato perché alcune persone erano sempre positive anche dopo 3 o 4 settimane. E loro lo hanno spiegato sulla base di questa azione

Vediamo se abbiamo capito. Lei dice: il principio di funzionamento del vaccino a RNA può procurare lo stesso processo di alterazione del DNA di una persona che si ammala di Covid? In entrambi i casi si può correre questo pericolo

Sì, esattamente!

Quindi sia il Covid, quando lo si prende, che quel tipo di vaccino, possono creare un tipo di alterazione del DNA della persona?

Esatto, esatto... questa è una cosa provata da questo gruppo di ricerca di Boston che lo ha dimostrarlo e ha pubblicato la ricerca

Queste campagne mediatiche che ridicolizzano tutti coloro che esprimono pareri critici, lei come le legge?

Bisogna ricordare che i vaccini sono ancora sperimentali (ride)

Non è la misura salvifica, come se prendessimo la pillolina. Non va vissuta così. E' una situazione più complessa con pro e contro...

Se ci troviamo di fronte alla possibilità di avere anche delle terapie la situazione cambia. I vaccini andrebbero interpretati sempre in questo senso

Cambiando argomento volevamo chiedere un parere sulla base della sua esperienza. Alcune fonti ci hanno spiegato il “mercato” della ricerca negli ultimi anni. La casa farmaceutica commissiona, mettiamo per 20.000 euro, una ricerca ad un esperto più o meno accreditato che sa qual è il risultato desiderato dalla farmaceutica. E guarda caso poi il risultato finale è proprio quello desiderato. Nella descrizione sembra un circuito molto economico e poco scientifico, un intreccio inquietante. Le chiedo: funziona davvero così o sono illazioni?

Purtroppo funziona così. “Quelli sponsorizzano solo per questo” (ride). Come sempre qualsiasi ricerca deve essere riprodotta da un altro ricercatore per essere valida

E sul Covid il sistema della ricerca mondiale ha funzionato in questo modo che spiega lei, con le validazioni?

Proprio per niente. Molti vengono pagati per dire certe cose

Lei continua a spiegare che in Svezia hanno continuato a non usare le mascherine...

Assolutamente sì. Ho un filo diretto con il professor Erling Norrby del Karolinska Institute e componente del Royal Swedish Academy of Sciences, è segretario della fondazione Nobel e sarà ospite a Napoli nella seconda settimana di ottobre a un'iniziativa dove parlerà della nomina dei nuovi Nobel. In Svezia comunque hanno seguito questa strada

Lei nel libro dice: il Covid è curabile, è dimostrato. Non occorre andare nel panico ma bisogna apprendere da quanto si è imparato finora, occorre rinforzare la medicina territoriale e curare le persone immediatamente quando si ammalano, non quando la situazione è già grave...

Si, proprio così! Tutto vero. E poi ovviamente sappiamo benissimo anche l'importanza, come cura, del sangue dei soggetti guariti, la scoperta e l'appliazione del povero De Donno che abbiamo visto che fine ha fatto