Beatrice Arnera: "Da mesi perseguitata da messaggi di odio e minacce”. Dalla storia con Bova alla rottura con Andrea Pisani: lo sfogo dell'attrice
Beatrice Arnera attaccata sui social per la fine della storia con Andrea Pisani: che cosa è successo
Beatrice Arnera rompe il silenzio sull’ondata di odio social che sta ricevendo dopo la rottura con Andrea Pisani
Attrice, comica e cantante: Beatrice Arnera, volto noto del piccolo e grande schermo, e con un seguito social che sfiora un milione di follower solo su Instagram, ha rotto il silenzio dopo mesi di insulti, minacce e odio social, a seguito dalla separazione da Andrea Pisani e l’inizio della storia con Raoul Bova. L'attrice ha deciso di pubblicare alcuni dei messaggi firmati dagli haters: "“Fai schifo come attrice, ma soprattutto come persona”, “P*****a traditrice, dovresti morire”, “Donna squallida, ma squallida squallida squallida”, “Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira", sottolineando come nel 2026 "una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione" sia "perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio".
“Sono mesi che vivo questa condizione. Mesi- rivela l'attrice- precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del Basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze“, riferendosi alla puntata del podcast di Gianluca Gazzoli dove Pisani è intervenuto parlando del loro addio.
“Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner", ha proseguito la 30enne. "Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che, se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera. Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro. Nel 2026″. E infine ha augurato a tutti: “Un anno pieno di libertà”.