Caos RaiSport a due settimane da Milano-Cortina: proclamato lo stato d’agitazione. I giornalisti: “Fortissima preoccupazione”

Approvato un documento con 34 sì e 1 no contro l’uso crescente di “talent” esterni e i tagli: il M5s chiede le dimissioni di Petrecca. Montingelli, componente del CDR di Rai Sport: "polemiche strumentali"

di Alberto Ratto
MediaTech

RaiSport: nel documento anche critiche su mezzi e turni, timori per il segnale e dubbi sul codice etico Rai

Lo scontro esplode a ridosso di Milano-Cortina. A due settimane dall’avvio delle Olimpiadi Invernali, l’Assemblea di Raisport mette la testata in stato di agitazione con un documento approvato a larghissima maggioranza (34 sì, un solo no).

Nel testo i giornalisti contestano “le scelte del direttore Paolo Petrecca ed esprime fortissima preoccupazione per un piano di lavoro con molti punti deboli che dovrà essere necessariamente rivisto a ridosso dell’evento per garantire la copertura che Raisport e la Rai debbono ai propri telespettatori”.

Il punto più sensibile, nella lettura della redazione, è l’impiego dei collaboratori esterni: non come semplici opinionisti, ma come figure chiamate a svolgere funzioni storicamente affidate alla struttura interna. “Il tema dei collaboratori esterni è il più preoccupante e per questo l’assemblea di Raisport ne contesta con forza l’utilizzo spregiudicato per ruoli da sempre ad appannaggio di conduttori e inviati interni esponendo anche l’azienda a possibili cause”, si legge nel documento. E la linea viene ribadita con una distinzione netta: “Un conto – si legge in un comunicato votato dall’assemblea di Raisport – è invitare figure esterne nel ruolo di opinionisti, altro è trasformare consapevolmente collaboratori esterni in conduttori e inviati della testata”.

Nel documento viene citato anche un caso specifico, quello di Barbara Pedrotti, indicata per la conduzione del programma olimpico del mattino perché “indicata dal direttore come esperta di sci”. La redazione commenta: “Crediamo che il pubblico meriti veri esperti di sport invernali”. E c’è un ulteriore passaggio che intreccia immagine, sponsorizzazioni e regole interne: “Se un talent diventa conduttore o inviato (per noi scelta illegittima) è necessario poi approfondire perché si decida anche di potenziare l’immagine di questi soggetti legati anche a campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni perfino di siti di scommesse, questione in aperta violazione del codice etico Rai”.

La frattura, però, non è soltanto editoriale: dentro la protesta pesa il tema economico e organizzativo. L’Assemblea scrive che “rispetto al 2024, nel 2025 Raisport ha speso per le proprie rubriche 640mila euro in più e il numero di talent cooptati dall’attuale direzione ne è la ragione”. Allo stesso tempo segnala un taglio complessivo di 2 milioni e mezzo e sostiene che la spending review stia già incidendo sulla capacità operativa in vista dei Giochi. In particolare, nel documento si mette nero su bianco un dubbio sulla dotazione tecnica e sul rispetto degli orari di lavoro per chi dovrà garantire la copertura sul territorio: “I mezzi previsti per coprire l’intera giornata sembrano insufficienti sia a Cortina sia a Livigno nel rispetto degli orari di lavoro dei colleghi operatori e tecnici”.

Tra i timori indicati dall’Assemblea c’è anche l’utilizzo “massiccio” di tecnologie considerate non adeguate, con il rischio di non avere un segnale stabile, oltre a una presenza giudicata ridotta di operatori tecnici nei diversi luoghi di gara. In parallelo, viene sollevata una questione di turni e ruoli considerata penalizzante per i giornalisti della testata: “L’ordine di servizio che la direzione ha proposto penalizza i giornalisti di Raisport mettendo in almeno 3 posizioni chiave colleghi della Tgr. Riconoscendo l’altissimo valore della Tgr e della collaborazione che fornirà per i prossimi Giochi Olimpici invernali è inaccettabile che il direttore dica che a Milano (e quindi anche a Roma) non ci siano giornaliste con le “phisique du role” e che tra i colleghi di Milano non ci siano uomini all’altezza di condurre il tg olimpico”.

Il documento allarga poi l’orizzonte: non solo Olimpiadi, ma tenuta della testata in una stagione che porta anche ai Mondiali di calcio (con l’auspicio di vedere l’Italia presente). In questa cornice, l’Assemblea cita come segnale negativo la rinuncia a seguire sul posto una giornata considerata potenzialmente decisiva per il campionato: Raisport avrebbe rinunciato a coprire i campi di Inter e Napoli “nel mercoledì che potrebbe aver deciso il campionato”. Da qui la richiesta finale di chiarezza sull’uso del budget residuo: “Al netto dei tagli che coinvolgono l’intera azienda – conclude la redazione – pretendiamo di sapere se il nostro budget residuo sarà utilizzato per seguire sul posto il campionato di calcio e i grandi eventi che portano le nostre rubriche di punta a ricercare grandi ascolti oppure continueremo a spendere per vagonate di collaboratori esterni, molti dei quali poco conosciuti e poco utili”.

Sul fronte sindacale, i giornalisti annunciano anche la lettura di un comunicato nelle principali trasmissioni del prossimo week end e chiedono un incontro per definire la questione dei collaboratori esterni. Nel frattempo, lo scontro si politicizza. Il M5s chiede le dimissioni del direttore Petrecca: “È semplicemente folle. Ogni giorno che passa in cui Petrecca non fa un passo indietro è un giorno perso”, dichiara il capogruppo in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto. E dopo la proclamazione dello stato di agitazione arriva anche la richiesta di un’interrogazione in Vigilanza da parte di Anna Laura Orrico: “Chiediamo ai vertici dell’azienda di verificare con urgenza l’operato della direzione”. La stessa Orrico aggiunge: “Siamo di fronte all’ennesimo messaggio rivolto al direttore Paolo Petrecca, uno dei principali alfieri di Telemeloni: è giunta l’ora che lasci la poltrona, alla luce di una inadeguatezza ormai sotto gli occhi di tutti”.

Carotenuto insiste con una ricostruzione durissima: “Solidarietà totale alla redazione di Raisport. Quello che sta emergendo è l’ennesima dimostrazione di una gestione arrogante e irresponsabile, e il direttore Petrecca ne è il principale responsabile. A due settimane dalle Olimpiadi Invernali ci si ritrova nello stato di agitazione, tra improvvisazione, scelte editoriali discutibili e un disprezzo evidente per le professionalità interne. Parliamo di un evento che l’Italia, e quindi la Rai, sapeva di dover affrontare da anni. Anni interi per programmare, organizzare, costruire una macchina editoriale all’altezza. E invece ci troviamo davanti a un caos totale, con piani di lavoro raffazzonati, ruoli chiave assegnati senza logica, incertezze tecniche clamorose e una gestione dei collaboratori esterni che espone l’azienda a rischi enormi, anche sul piano etico e legale. Questa non è sfortuna, è incapacità”.

Dentro Rai Sport, però, non c’è una sola posizione. Nel dossier compare anche il dissenso di Saverio Montingelli, che rivendica il voto contrario e contesta l’impostazione dello scontro. “Quando il confronto interno viene sostituito dalla polemica e dalla strumentalizzazione, il rischio è quello di indebolire la testata invece di rafforzarla”.

Dopo il documento dell’Assemblea, arriva anche il dissenso interno: la nota di Montingelli componente del CDR di Rai Sport

Montingelli scrive: “Come componente del CDR di Rai Sport”, precisa Saverio Montingelli, “ho espresso voto contrario al documento approvato a seguito dell’assemblea di Rai Sport, un’assemblea che ha visto la partecipazione di meno di un terzo del corpo redazionale, un dato che ne ridimensiona inevitabilmente la rappresentatività. È legittimo che all’interno della redazione emergano visioni differenti, ma una testata come Rai Sport dovrebbe guardare avanti, avere una prospettiva ampia e puntare sull’innovazione. Invece, alcune prese di posizione sembrano rispondere più alla difesa di singoli “orticelli” e a una mentalità antiquata, che rischia di danneggiare una direzione impegnata in un percorso di rilancio. Trovo pretestuoso il contenuto del documento approvato dai due terzi del CDR e dal fiduciario di Milano, con l’avallo dei pochi presenti, perché appare evidente il tentativo di strumentalizzare decisioni che la direzione sta assumendo con scrupolo, dedizione e professionalità in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e di altri importanti appuntamenti editoriali”.

Sul caso della collaboratrice esterna e sul coinvolgimento della Tgr, aggiunge: “una professionista di valore e riconosciuta competenza, che rappresenta un reale valore aggiunto per la testata. Allo stesso modo, non appare corretto imputare al direttore l’utilizzo di colleghi della TGR nel progetto olimpico: una pratica che in passato è sempre stata adottata senza che suscitasse polemiche” e ricorda che “in passato ci sono state violazioni più gravi che non hanno suscitato rumore come, ad esempio, l'utilizzo di un redattore ordinario al posto degli inviati al campionato europeo di calcio”.

La chiusura è un invito a rientrare in un confronto interno: “Ho la netta sensazione che, in questa fase, a Rai Sport si stiano confondendo i ruoli, con una parte minoritaria della base che tenta di sostituirsi alla direzione editoriale”, conclude Montingelli, “Il direttore Paolo Petrecca, oggi finito nel mirino, ha dimostrato con i fatti di saper valorizzare e rilanciare programmi storici come La Domenica Sportiva, 90° Minuto del sabato e altre produzioni, storiche e recenti. Per queste ragioni non comprendo l’accanimento nei confronti della direzione, né le accuse mosse oggi su scelte che in passato sono sempre rientrate nella normale gestione editoriale. In una fase cruciale per Rai Sport e per il servizio pubblico, sarebbe auspicabile abbassare i toni e tornare a un confronto serio e responsabile, nell’interesse della testata, dei professionisti che vi lavorano e dei telespettatori”.

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