Crozza e la “lettura statistica” sulla violenza di genere secondo Roccella e Nordio

Crozza trasforma Roccella e Nordio in un duo surreale: una lettura ironica dei numeri del Paese nella nuova puntata di Fratelli di Crozza

MediaTech

Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera sul Nove e disponibile in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza torna a colpire con una delle sue satire più graffianti, prendendo di mira la coppia ministeriale formata da Eugenia Roccella e Carlo Nordio. Il comico genovese trasforma i due ministri in un duo tragicomico che, con una bizzarra “lettura statistica” del Paese, ribalta dati reali e drammi sociali in un esercizio di cinico ottimismo.

“Non guardiamo a quante donne vengono uccise, ma a quante non lo sono”

Il fulcro della parodia è una frase volutamente scioccante, che Crozza attribuisce al suo personaggio-Nordio: “Non dobbiamo pensare a quante donne vengono ammazzate, ma a quante donne non vengono ammazzate ogni giorno”. Una battuta che sintetizza la critica feroce alla tendenza — secondo la satira — a minimizzare la violenza di genere attraverso una narrazione statistica rassicurante, che però rischia di suonare come una rimozione del problema.

Al fianco di Nordio, la Roccella interpretata da Crozza ostenta orgoglio per i “successi” del governo, elencando paradossalmente numeri di crimini non avvenuti: milioni di case non svaligiate, milioni di pedoni non investiti, milioni di cittadini “non ancora poveri”. Un ribaltamento grottesco che denuncia il linguaggio politico vuoto, fatto di percentuali e slogan, quando la realtà sociale brucia.

La stoccata più pesante: il “DNA maschile” come alibi

Tra i momenti più taglienti del monologo, c’è la finta teoria sul “patrimonio genetico maschile”. Nella versione crozziana, la violenza viene giustificata come un destino biologico: “È nel DNA dell’uomo”, afferma il personaggio-Nordio, accostando gli aggressori a creature incapaci di controllarsi.

Il paradosso arriva all’apice quando si propone una “soluzione scientifica”: modificare geneticamente gli uomini per trasformarli in koala, creature miti e pacifiche. Una caricatura che serve a smascherare, con humour feroce, quanto sia pericoloso ridurre fenomeni culturali, educativi e sociali a semplici determinismi biologici.

Crozza e il bersaglio politico: satira che non fa sconti

L’intervento non è solo un esercizio comico, ma una satira politica precisa che punta il dito contro una certa retorica di governo percepita come distante, tecnocratica e disumanizzante. Il pubblico ride, ma il messaggio passa: la violenza di genere non si combatte con i numeri “al contrario”, né con spiegazioni pseudo-scientifiche, ma con politiche, educazione e presa di responsabilità.

Crozza, come spesso accade, riesce a infilare il coltello nella piaga con una battuta e a trasformare un tema drammatico in un momento televisivo che fa discutere il giorno dopo più di molti talk show.

Tags: