Caso Fanpage, parla Costante (Fnsi): "Non rispettare i contratti collettivi significa danneggiare stipendi e pensioni dei giornalisti

Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, dice la sua sulla questione dell’inquadramento dei giornalisti dopo la multa dell'Inps a Ciaopeople, editore del giornale online

di Chiara Feleppa
MediaTech

Fanpage e la multa da 3,5 milioni di euro, parla Costante (Fnsi): "Concorrenza sleale. Non rispettare i contratti collettivi significa danneggiare stipendi e pensioni dei giornalisti"

È montato in queste ore il caso relativo all’ispezione dell’INPS nei confronti di Ciaopeople, società editrice di Fanpage.it. Al centro della contestazione ci sarebbe l’inquadramento contrattuale di parte dei giornalisti della testata: secondo quanto emerso, negli anni alcuni collaboratori sarebbero stati assunti con formule ritenute non coerenti rispetto alla natura effettiva del lavoro svolto. Da qui la richiesta di circa 3,5 milioni di euro per presunti mancati versamenti contributivi e sanzioni. La vicenda è ora destinata a svilupparsi sul piano legale.

Affaritaliani ha interpellato Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, per raccogliere il punto di vista del sindacato sulla questione dell’inquadramento dei giornalisti digitali e sull’utilizzo di contratti alternativi al Fieg-Fnsi.

"La Federazione nazionale della Stampa italiana ha appreso delle ispezioni Inps da alcuni colleghi. Come sindacato comparativamente più rappresentativo e firmatario dei principali contratti della categoria (con le associazioni datoriali Fieg, Aeranti-Corallo e Anso-Fisc), la Fnsi non può che rifarsi all’articolo 2 comma 25 della legge 549/1995 il quale dispone che 'in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi nella categoria'", dice Costante. 

E ancora, prosegue la segretaria generale: "La norma in questione conferma che per i giornalisti hanno valenza, ai fini previdenziali, i contratti stipulati dalla Fnsi. Va da sé che l’applicazione dei contratti in violazione della norma appena citata crea danno ai colleghi non solo per quanto riguarda la parte retributiva, ma, per il futuro, anche per la contribuzione pensionistica, creando inoltre dumping contrattuale nei confronti di quelle aziende che applicano correttamente i contratti di settore". 

Poi conclude: "I contratti di emersione, che pure la Fnsi ha firmato, sono sempre stati rivolti ad aziende con fatturato ed espansione territoriale molto limitati. Non certo gruppi nazionali che hanno sedi in Italia e addirittura all’estero". 

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