Il Festival di Sanremo e quella tremenda alchimia che porta al successo (o all'insuccesso). L'analisi
Se dovessimo prevedere il successo del Festival di Sanremo numero settantasei in base alle polemiche che scaturiscono ex-ante, allora il quinto e -per ora- ultimo Festival di Carlo Conti dovrebbe fare numeri bulgari
Festival di Sanremo, successo o flop? Ecco come potrebbe andare questa edizione
Se dovessimo prevedere il successo del Festival di Sanremo numero settantasei in base alle polemiche che scaturiscono ex-ante, allora il quinto e -per ora- ultimo Festival di Carlo Conti dovrebbe fare numeri bulgari. Ma nella realtà delle cose il successo di un programma televisivo e il Festival da parecchio tempo ormai lo è, volenti o nolenti, è fatto da una serie di alchimie che vanno ben al di là del chiacchiericcio che gli gira intorno.
Prendete per esempio il Taratata di Paolo Bonolis di lunedì sera su Canale 5. Gli ingredienti c'erano tutti, con nomi altisonanti del mondo della musica leggera. C'era un conduttore che è fra i migliori d'Italia (anche se si sta un po' buttando via). C'era la maggior rete commerciale italiana e la sua potenza di fuoco. C'era un traino fortissimo, quella Ruota della fortuna che ha scalzato Affari tuoi da quello che sembrava essere un primato inamovibile (anche se vi abbiamo mostrato ieri che le cose stanno forse un po' cambiando, con il gioco dei pacchi che è tornato a ruggire).
Su Rai1 non c'era una fiction fortissima ed il pubblico dei giochi olimpici di Rai2 non è -per la maggior parte- quello della tv generalista, diciamolo per favore, target docet. Insomma tutti gli ingredienti parevano giusti per arrivare ad ascolti alti. Ma è arrivato -solo- un 18,1% di share di media fino alle 24:52, con il Pattinaggio artistico delle Olimpiadi su Rai2 che in sovrapposizione, per alcuni tratti, ha superato Taratata e Rai1 che ha poi dilagato dopo la diretta olimpica, rendendo Canale 5 terza rete per alcuni tratti della serata.
Il Festival di Sanremo sta nascendo dunque dietro i fragori del caso Pucci e anche l'annuncio solerte delle ultime ore dell'impavido Carlo Conti di Irina Shayk come co-conduttrice della serata del giovedì non ha scosso più di tanto gli animi. Noi rimpiangiamo una Olimpia Carlisi, sia detto per inciso. Sull'ospitata di Tiziano Ferro poi c'è una sensazione di déjà vu, che è naturalmente più di una sensazione. Lui ritroverà da quelle parti Laura Pausini con cui ha fatto Due nella seconda rete Rai di Massimo Liofredi anni fa. Pure in coppia dunque si respira il déjà vu.
Ma non è di certo Irina o Tiziano, nomi di tutto rispetto, insieme a quelli fatti trapelare nelle ultime ore come Pilar Fogliati o Eros Ramazzotti (ampio déjà vu pure qua) a far volare o precipitare l'asticella degli ascolti del prossimo Festival di Sanremo, ma quell'insieme di piccole cose che rendono un evento tale, non ultima la contro programmazione come quella della Ruota o della Champions league, ma qui entriamo troppo nel tecnico. La Tv è tecnica, ma soprattutto cuore e spesso fondo schiena.
Il settantaseiesimo Festival della canzone italiana (a proposito, l'unica narrazione vera che rende questo un evento unico, è la gara fra le canzoni, con annessa classifica, il resto è contorno) diventa un successo grazie a quella manciata di pubblico in più (o in meno) si parla di 2-3 milioni di telespettatori. Quella manciata di pubblico (solitamente lontana dalla tv generalista di tutti i giorni, ecco questa si molto simile ai target televisivi dei giochi olimpici) possono renderlo un successo o un insuccesso. Ci saranno o diserteranno l'urna? Che in tempi di Referendum può far cantare il cigno (oppure no) in attesa dall'arrivo di una giovane volpe, fra un pacco e l'altro.