Chi è Dina Powell McCormick, l'ex braccio destro di Trump chiamata a guidare la nuova fase di Meta
Figura di primo piano a Wall Street. Powell McCormick contribuirà a definire la strategia complessiva dell’azienda
Chi è Dina Powell McCormick, l'ex braccio destro di Trump chiamata a guidare la nuova fase di espansione di Meta
Meta ha annunciato la nomina di Dina Powell McCormick a presidente e vicepresidente del consiglio di amministrazione, affidandole un ruolo centrale nella guida della prossima fase di crescita del gruppo. Figura di primo piano a Wall Street ed ex consigliera dell’amministrazione Trump, Powell McCormick contribuirà a definire la strategia complessiva dell’azienda e a supervisionarne l’attuazione.
Secondo quanto comunicato dalla società di Menlo Park, in California, la nuova presidente lavorerà a stretto contatto con i team dedicati al calcolo e alle infrastrutture, con l’obiettivo di garantire che gli investimenti multimiliardari di Meta raggiungano i risultati prefissati e producano un impatto economico positivo.
La nomina ha ricevuto anche il plauso del presidente degli Stati Uniti, che oggi si è congratulato con Powell McCormick in un post sui social media. “Un’ottima scelta da parte di Mark Z!!!”, ha scritto, riferendosi all’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg. “È una persona fantastica e di grande talento, che ha servito l’amministrazione Trump con forza e distinzione!”, ha aggiunto.
Dall'Egitto alla Casa Bianca
Nata al Cairo da una famiglia cristiana copta della classe media, Dina Habib Powell è cresciuta tra due mondi. Il padre, ufficiale dell’esercito egiziano, e la madre, ex studentessa dell’American University del Cairo, decisero di trasferirsi negli Stati Uniti quando Dina era ancora bambina, portando con sé anche la sorella minore. La famiglia si stabilì a Dallas, in Texas, all’interno di una comunità copta già radicata. Arrivata senza conoscere l’inglese, Powell lo imparò a scuola, mentre in casa le veniva trasmessa con rigore la lingua e la cultura egiziana: un bilinguismo che avrebbe segnato in modo decisivo il suo percorso futuro.
I genitori lavoravano nel piccolo commercio e in attività di servizio, mantenendo una forte attenzione all’istruzione e all’impegno civico. Dopo il diploma alla Ursuline Academy di Dallas, conseguito nel 1991, Powell si iscrisse all’Università del Texas ad Austin, entrando nel prestigioso programma Plan II Honors del College of Liberal Arts. Durante gli anni universitari svolse attività di volontariato, aderì alla confraternita Delta Delta Delta e contribuì a sostenere i costi degli studi lavorando come assistente legislativa per due senatori repubblicani del Texas, occupandosi anche di temi come la riforma della giustizia minorile. Si laureò con lode nel 1995, presentando una tesi dedicata al valore del tutoraggio per i giovani delinquenti.
La carriera politica
Pur essendo stata ammessa alla facoltà di giurisprudenza, scelse una strada diversa: grazie alla conoscenza dell’arabo ottenne uno stage di un anno presso l’ufficio della senatrice Kay Bailey Hutchison, trasferendosi a Washington e dando inizio alla sua carriera politica. Terminato il tirocinio, entrò nello staff del leader repubblicano alla Camera Dick Armey, dove rimase per quattro anni, per poi passare al Comitato Nazionale Repubblicano come direttrice degli affari congressuali, partecipando anche alla campagna presidenziale di George W. Bush nel 2000.
L'amministrazione Bush
Con l’arrivo di Bush alla Casa Bianca, Powell divenne una figura chiave dell’amministrazione. Inizialmente vice assistente del presidente per il personale, nel 2003 assunse la guida dell’Ufficio del personale presidenziale, diventando a soli 29 anni la persona più giovane a ricoprire quell’incarico. Nel 2005 fu nominata Assistente Segretario di Stato per gli Affari Educativi e Culturali, con responsabilità dirette sulla diplomazia pubblica e sui programmi di scambio internazionale, tra cui il Fulbright. In quegli anni operò intensamente nel Medio Oriente, promuovendo partenariati pubblico-privati e iniziative per il dialogo culturale, oltre a programmi di empowerment femminile a livello globale.
Dopo aver lasciato il servizio pubblico nel 2007, Powell entrò in Goldman Sachs come managing director, diventando partner nel 2010. All’interno del gruppo guidò le attività di impact investing e presiedette la Goldman Sachs Foundation, sviluppando programmi di respiro internazionale come 10.000 Women e 10.000 Small Businesses, focalizzati sull’imprenditoria e sull’inclusione economica. Parallelamente, entrò a far parte di numerosi consigli di amministrazione e think tank internazionali, consolidando il suo ruolo di ponte tra finanza, politica e diplomazia.
L'era Trump
Nel 2017 tornò a Washington come consigliera senior del presidente Donald Trump per la crescita economica, l’imprenditoria e l’emancipazione femminile, assumendo poi anche l’incarico di vice consigliera per la Sicurezza nazionale per la strategia. Figura centrale nei dossier mediorientali, partecipò a negoziati di alto livello e contribuì alla stesura della Strategia di sicurezza nazionale. Lasciò l’amministrazione all’inizio del 2018, tornando al settore privato e successivamente rientrando in Goldman Sachs, dove ricoprì ruoli apicali nei rapporti con i fondi sovrani globali.
Nel 2023 ha lasciato Goldman per entrare in BDT & MSD Partners come socia e, nello stesso anno, è stata eletta nel consiglio di amministrazione di ExxonMobil, confermando una traiettoria che l’ha resa una delle figure più influenti all’incrocio tra finanza globale, politica internazionale e grandi corporate americane.