Rai, dal caso Petrecca al clamoroso passo indietro di Andrea Pucci, ecco che aria tira all'interno della tv pubblica. Retroscena

Fine settimana agro dolce per la Rai: a viale Mazzini si discute della telecronaca di Petrecca per la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici e del caso Pucci a Sanremo

di Hit
Paolo Petrecca
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La telecronaca della cerimonia di apertura dei giochi olimpici e il caso Pucci a Sanremo: in Rai grande sconforto e delusione 

Fine settimana agro dolce per la Rai. Prima l'ottima realizzazione tecnica della ripresa televisiva della Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina, che però non è andata a braccetto con la telecronaca che si è auto affidata il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, ampiamente criticata. D'altronde, quando Auro Bulbarelli, vice direttore della testata sportiva della tv pubblica e inizialmente incaricato per quel ruolo ha deciso di fare un passo indietro dopo aver in qualche modo svelato la sorpresa che coinvolgeva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,  qualcuno in Rai aveva consigliato diversamente Petrecca.

Sappiamo che l'AD Rai -ex ante- gli abbia consigliato di affidare la telecronaca a qualcun'altro, essendo lui non esperto e pronto per questo tipo di incarico. Magari l'ottimo Stefano Bizzotto, ora pronto per la cerimonia di chiusura. Ma Petrecca ha deciso comunque di andare avanti. Tante le critiche piovute sulla sua telecronaca ("Benvenuti allo stadio olimpico" ma eravamo a San Siro) da parte di giornalisti, utenti social, a cui si è accodata anche la politica, nello specifico l'opposizione al Governo. Oggi ci dovrebbe essere un incontro fra l'AD Rai e Petrecca, ma non si parlerà di una sua rimozione, d'altronde siamo nel pieno dei giochi olimpici, anche se la redazione di Rai Sport è in fibrillazione.

Secondo quanto si mormora poi i consiglieri Rai di opposizione vorrebbero portare in CDA il caso, premendo più sull'inadeguatezza professionale dimostrata da Petrecca in quella telecronaca,  che sulle sue simpatie politiche. Forse un direttore più che sostituire, dovrebbe saper scegliere.  

C'è poi la grana Andrea Pucci a Sanremo, che pure questa ha scatenato le opposizioni, partendo dalle simpatie destrose del comico lombardo.  Pucci per altro, dopo tutto il pandemonio scoppiato sui social a seguito della scelta di Carlo Conti di volerlo come co-conduttore al suo Festival, ha deciso di non andarci. Il comico ha telefonato a Conti direttamente dalle Maldive dove sta trascorrendo una vacanza. Conti ha cercato di convincerlo a cambiare idea, ma niente da fare. Per Conti ora è tempo di cercare l'alternativa a Pucci, ha rassicurato la Rai, una soluzione la troverà. Intanto la premier Giorgia Meloni ha espresso il suo rammarico su X, mentre la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, gli ha detto di ripensarci. 

Una domenica di fuoco dunque alla Rai, con i telefoni roventi. All'interno della tv pubblica, per il momento, c'è grande sconforto e delusione per i due casi, soprattutto dopo il grande successo in termini di ascolti della serata di venerdì su Rai1 che ha toccato picchi di oltre 11 milioni di telespettatori (forse al pubblico interessava solo vedere l'evento più che sentirlo raccontare). Ascolti molto buoni anche nelle telecronache delle gare su Rai2 che sabato sera hanno toccato punte del 15% di share, serata quella del sabato sappiamo dominata dai varietà di Rai1 e di Canale 5.

Sconforto e rammarico che hanno portato la tv pubblica a diramare una nota: "La Rai esprime grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti. Comprendiamo la sua decisione maturata nell’ambito di una valutazione responsabile, volta alla tutela della propria integrità personale e di quella della sua famiglia, nonché della propria immagine professionale. Non resta che esprimere preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero. Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo. Facciamo ad Andrea Pucci gli auguri più sinceri e speriamo di poter presto condividere il suo percorso artistico". 

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